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C'è un primo ed un dopo nel calciomercato estivo della Fiorentina: l'ante non è Rebic ma fa riferimento alla fantastica operazione che ha portato a vestire la maglia viola a Mario Gomez. Il post è successivo ad una cena, che da un po' di tempo nella società gigliata viene usata come pretesto per mettere sui carboni ardenti, in termine di valutazione del suo operato, e del possibile rinnovo contrattuale, l'attuale d.s. Daniele Prade'. Sfortuna vuole per quest'ultimo che ad inizio giugno incroci in un ristorante milanese Adriano Galliani, e che dal giorno successivo si parli con insistenza di un possibile scambio sull'asse Milan-Fiorentina, Adem Ljajic e Stephan El Shaarawy. Intuito che naturalmente si trattava quest'ultima di operazione di fantacalcio, l'unica realtà esistente era che il club di via Turati da tempo rimaneva in contatto con il procuratore del serbo classe '91 per portarlo a Milano, e che proprio quell'incontro davvero casuale con l'ex d.g. romanista servira' all'amministratore delegato rossonero per provare ad allacciare rapporti per una trattativa a costi naturalmente molto ribassati rispetto al prezzo reale del valore dell'allora 22 della Fiorentina.

Già l'invidia per i tanti complimenti per le ottime operazioni condotte negli ultimi anni dal duo Prade'-Macia si stava insidiando a Firenze in quei dirigenti che avevano visto il loro potere parzialmente limitato rispetto al periodo corviniano, poi il doppio affare Gomez in entrata-Jovetic in uscita avevano portato i tifosi gigliati a quasi una venerazione nei confronti del d.t. e d.s. viola che, naturalmente non potevano lasciare indifferenti chi dai giornali era sparito da tempo come voci dal di dentro del mondo viola. Ecco allora che a muoversi è stata prima la stampa 'amica' del fronte gigliato non legato agli uomini mercato della Fiorentina, che hanno esaltato il lavoro di rifinitura ad esempio del presidente esecutivo Cognigni nella cessione dell'attaccante montenegrino al City, e poi chi detiene nella società viola le quote di maggioranza, con voci fatte circolare ad arte sempre piu' insistentemente su chi stava presuntamente trattando la cessione di Ljajic con l'irrispettoso Milan.

La grande diplomazia prima del patron Andrea Della Valle, uomo sempre teso ad unire le diverse anime in Fiorentina, e poi quella di chi era colpito da fuoco amico dentro la Fiorentina, ha evitato 'perdite' e danni di immagine ad un mondo viola che in realtà era, ed è tuttora raccontato come unito. Sta di fatto che ad esempio, pur se Daniele Prade' manteneva davvero un rapporto da gentleman con i dirigenti rossoneri, per non cadere nel tranello che stava costruendo il procuratore di Ljajic, che puntava allo svincolo 'a zero' del suo assisito; dall'altra proprio il d.s. viola ha trovato il contatto con la Roma per cessione avvenuta poi al club giallorosso del serbo 'discolo' nell'era Delio Rossi. Sta di fatto che, usando un'espressione che amava utilizzare il presidente esecutivo Cognigni, nell'ultimo anno di Corvino a Firenze, sulla possibilità di rinnovo di quest'ultimo come d.s. viola, ovvero che 'tutto è in un cassetto, già pronto, solo da firmare e ratificare', il futuro dell'uomo mercato ternano, il cui legame con la Fiorentina è in scadenza a giugno 2014, è ancora tutto da scrivere. Non basta il lavoro quasi miracoloso operato con Eduardo Macia negli ultimi 15 mesi, con doppia chiusura delle trattative estive con bilancio in positivo, e l'acquisto di fenomeni fino ad un anno e mezzo fa solo sognati: da Aquilani a Borja Valero, passando per Giuseppe Rossi e Gomez. Al momento le chance di rinnovo di Prade' sono in forte ribasso, specie se a decidere alla fine sara'un certo fronte della proprietà viola . Un vero peccato, per un d.s. che, vorrebbe naturalmente continuare la sua vita lavorativa a Firenze, e che comunque vada, giusto dirlo, si è rilanciato dopo l'anno sabbatico cui l'aveva quasi costretto l'avvento nella Capitale della proprietà americana targata Pallotta.