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Cesare Prandelli, allenatore della Fiorentina, ha parlato in conferenza stampa prima della gara contro il Benevento:

RITORNO- “Vorrei vedere la voglia di vincere, vedere una quadra unita con idee. Non si potrà chiedere da subito di vedere l’idea di quello che vogliamo fare, ma ho trovato un gruppo di ragazzi molto disponibili. I nazionali sono arrivati ieri, abbiamo fatto solo due allenamenti insieme, ma ho trovato anche loro molto motivati”.

NAZIONALI- “Chiaro che arrivando a due giorni dalla gara abbiamo dovuto velocizzare il loro inserimento, ma si sono messi da subito a disposizione. Ho trovato una grande partecipazione e molta voglia di capire come dobbiamo interpretare la gara”.

LAVORO – “Ho trovato un ambiente molto professionale e una dirigenza molto coesa. Mi sembra che ci siano le carte in regola per costruire qualcosa di veramente importante”.

PULGAR – “Un giocatore che mi piace molto, ha buone geometrie e grande temperamento. Sarà sicuramente importante per questa Fiorentina, il fatto di avere giocatori bravi mi dà la possibilità di avere sempre una squadra pronta. In questa stagione saranno i cambi a fare la differenza, perché chi entra deve cambiare la partita. Su Pulgar ho un’ottima considerazione”.

VECCHIA FIORENTINA- “Questo è un capitolo nuovo, si ricomincia da zero. Mi piacerebbe ritrovare la stessa mentalità, essere un orgoglio per la nostra tifoseria e la città. Dobbiamo uscire dal campo sempre con l’idea di aver dato tutto”.

ATTACCANTI – “Per gli attaccanti serve fiuto del gol, chiudere le azioni e costruire il gioco. Non possiamo pensare di cambiare in continuazione, serve continuità di idee. Dalla settimana prossima potremo lavorare tutti insieme, con il tempo sceglierò l’attaccante che rispecchia meglio le mie caratteristiche”.

EMOZIONI - “A mente lucida negli ultimi 10 anni non avevo mai pensato di tornare, ma ho sognato tante volte di essere in campo con il mio fischietto viola a dirigere l’allenamento. Adesso sono qua, si ricomincia una nuova storia, voglio essere protagonista come lo sono stato in quei 5 anni”.

COMMISSO – “Ho sempre sostenuto che le parole del presidente non si commentano, si accettano e basta. Ha detto alcune cose, probabilmente perché arriva da una mentalità diversa, ma lui non accetta nessun tipo di bugia. Per quanto riguarda i tifosi, devono apprezzare la voglia della società di costruire un grande futuro, e cercare di tenere stretta una società così”.

RIBERY – “Ho avuto subito un confronto con Franck, è un trascinatore e vuole vincere sempre. Non vorrei che diventasse l’unico riferimento della nostra manovra, preservandolo dal raddoppio di marcatura costante. Stiamo lavorando per aiutarlo a essere più incisivo sia in fase realizzativa che nell’ultimo passaggio”.

TATTICA – “I cambiamenti vanno fatti gradualmente, non posso stravolgere i sistemi di gioco, anche perché i nazionali li ho avuti solo ieri. Siamo ancora legati ai numeri, ma conta l’interpretazione che viene data al ruolo, non i numeri. Con Lirola e Biraghi, per esempio, puoi giocare in molti modi, sia difesa a tre che a quattro”

CALLEJON- “Ho parlato anche con lui, è un giocatore importante, che può fare la differenza. Abbiamo stabilito che servirà un percorso, ha iniziato a lavorare e sta cercando la condizione fisica, poi inizieremo a lavorare e inserirlo nel nostro contesto e nelle nostre idee”.