Uno degli ingressi più chiacchierati nel nuovo cda varato a fine 2018 da Massimo Ferrero per la sua Sampdoria  è stato senza ombra di dubbio quello di Paolo Fiorentino. Ex amministratore delegato di Capitalia e Carige, ed ex manager di Unicredit, Fiorentino è noto per essere stato ad esempio un volto noto all'interno della trattativa per la cessione della Roma a Pallotta. Ma come è nata la collaborazione tra l'uomo d'affari e il club blucerchiato? "Conoscevo da tempo sia Ferrero che Romei. Un'accoppiata vincente" ha raccontato proprio lo stesso Fiorentino, oggi vicepresidente vicario del Doria. "Erano a conoscenza della mia esperienza nel board della Roma. Mi è stata fatta questa richiesta, accolta con stima e simpatia". A quel punto è iniziata la sua avventura nella Samp: "La qualifica di vicepresidente vicario è stata una sorpresa per me. Il calcio è una mia passione, al quale mi approccio con la mentalità del business. Non è un gioco, ma un lavoro. La Samp ad esempio ha le caratteristiche di una media azienda italiana. Deve coniugare le soddisfazioni sportive con risultati finanziari. Quello che sta facendo Ferrero. Ho avuto un'enorme ammirazione per Vialli e Mancini. Sono stati un po' l'elegia del calcio, belli, giovani e sfrontati, nell'immmaginario collettivo hanno cambiato, per qualche stagione, l'ordine naturale degli equilibri del calcio".

Fiorentino si definisce "Napoletano e Maradoniano" per tifo, e parla anche di un calcio che non c'è più: "Quello dei mecenati è scomparso. Ora ci sono i grandi fondi che si avvicinano al calcio con logiche diverse". Una voce, quella dei fondi, spesso accostata anche alla Samp: "Parlando di Sampdoria non c'è da parte della proprietà nessuna agenda aperta su questo argomento. Si è appena conclusa l'ennesima stagione con il bilancio in positivo e i risultati calcistici sono ottimi. L'equazione perfetta. La fine dell'era dei mecenati impone i bilanci in ordine, è una questione di sopravvivenza. Quanto alla mia esperienza con la Roma - aggiunge l'ex ad di Carige a Il Secolo XIX - è lì, in un cassetto".

La domanda che tutti si fanno però è perchè un fondo speculativo dovrebbe essere interessato ad una squadra di calcio: "Le variabili sono tre. Un soggetto che intende investire nello sport e ha l'esigenza di sostenere, o riposizionare, un brand e il calcio è uno dei veicoli più conosciuti. Poi c'è la possibilità di trasformare l'investimento calcio in un investimento immobiliare. Terzo, la compravendita dei giocatori può generare profitti. Si possono avere bilanci in ordine e produrre utili. E' un business che sembra semplice, ma che in realtà è mestiere per pochi. E in questa Samp ho trovato tanti specialisti, in primis Ferrero.

Da anni ormai Fiorentino lavora e vive a Genova: "Questa città è nel mio cuore. La proposta di Ferrero mi dà la possibilità di continuare a frequentare la città e tante splendide persone che ho conosciuto. Edoardo Garrone? Anche lui, ma non abbiamo mai parlato di Samp"