C’è ressa intorno all’Europa League. La Champions è più netta, sono in corsa 5 squadre per 4 posti, che valgono tutti alla stessa maniera, nel senso che le prime 4 italiane finiranno tutte quante ai gironi. Per l’Europa League, invece, la corsa è affollatissima. Sette squadre in lotta per 2 posti, se anche quest’anno chi arriva settima giocherà la Coppa. Dal Torino, 6° con 22 punti, alla Fiorentina, 12a con 19, troviamo Atalanta, Roma, Sassuolo e Parma, tutte a 21 punti, e Sampdoria a 20. Sono così tante che in ogni giornata c’è almeno uno scontro diretto. Nel prossimo turno è in programma Sampdoria-Parma, in quello successivo Sassuolo-Torino. Cerchiamo di analizzare il valore, lo spessore e le
ambizioni di queste 7 sorelline.

TORINO, LA CRESCITA - I primi 70' di ieri sera a San Siro testimoniano il miglioramento, come autorevolezza e personalità, della squadra di Mazzarri rispetto alla scorsa stagione. Il valore dell’organico è adeguato alla zona europea e le ambizioni del tecnico, che in carriera ha portato una Samp forte ma non eccezionale ai play-off di Champions, per migliorarsi qualche tempo dopo col Napoli di Aronica, possono aiutare l’ambiente. Per centrare l’obiettivo, avrebbe bisogno però del vero Belotti, quello di due anni fa.

ATALANTA, LA RIPROVA - Gioco, organizzazione, qualità tecnica, c’è molto,se non tutto, nella squadra di Gasperini. C’è pure, a differenza di altre concorrenti, una ricchezza d’organico dovuta agli impegni estivi, quando l’Atalanta sperava di superare i preliminari di Europa League ed entrare nei gironi. Allora c’era la necessità di un blocco nutrito e di qualità per una stagione che doveva svilupparsi su tre obiettivi. Una panchina ricca aiuterà il tecnico nei momenti di bisogno. Da verificare la tenuta atletica: a fine luglio l’Atalanta era già in campo.

ROMA, LA DELUSIONE - In questo caso, la corsa all’Europa League è un obiettivo minimo, anzi, una beffarda consolazione. I numeri della squadra di Di Francesco sono questi: 14 punti in meno del campionato scorso, 22 di distacco dalla Juventus, 7 nelle ultime 7 partite. La squadra è stata costruita malissimo (solo una bella intuizione nel mercato estivo: Zaniolo), ma pur piena di errori non è giustificabile la posizione cheoccupa attualmente. La Roma ha molto di più delle squadre di questo gruppetto. SASSUOLO, IL SALTO - E’ sempre lì che aspetta l’anno buono, l’anno del salto definitivo. De Zerbi ha dato una forte identità alla squadra, ma l’avvìo della stagione faceva pensare a qualcosa di più sostanzioso anche sul piano del gioco. Ieri, contro la Fiorentina, abbiamo visto un Berardi in buona salute: può essere il giocatore da...scalata.

PARMA, LA SORPRESA - Fra tutte le concorrenti è la più inattesa. E’ arrivato per ultimo in Serie A ed è pure partito per ultimo sul mercato. L’acquisto di Gervinho ha dato una fisionomia chiara ai parmensi, anzi, l’ha rimarcata: riconquista della palla e ripartenza come il vento. I risultati si vedono. Per l’Europa League non sottovalutato.

SAMPDORIA, IL GIOCO - La fabbrica delle idee di Giampaolo è sempre aperta. Il gioco c’è, manca semmai la continuità dei risultati. All’Olimpico contro la Lazio ha conquistato un punto straordinario, sul piano morale ne vale tre, con il pareggio di Saponara in fondo a un maxi-recupero. Ecco, proprio Saponara, giocatore di un talento straordinario troppo a lungo taciuto, potrebbe essere la chiave per entrare in Europa.

FIORENTINA, IL DISEQUILIBRIO - Era una squadra che non subiva gol: appena 10 nelle prime 13 giornate, poi ne ha presi 6 nelle ultime 2. Segnava poco con i suoi attaccanti: a Reggio Emilia contro il Sassuolo è tornato al gol Simeone mentre Mirallas ha segnato la prima rete in Italia. A inizio stagione la Fiorentina giocava bene, ma a un certo momento si è fermata. Aveva fatto 13 punti nelle prime 7 giornate, era in zona-Champions, poi ha perso gioco, brillantezza e sicurezza. Ma nonostante che nelle ultime 10 giornate abbia vinto solo una volta, è ancora in corsa per l’Europa League. La verità è che, a questo piano della classifica, nessuno scappa e tutti aspettano tutti.