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In campo non era un leone: semmai, una di quelle ali che danno fastidio, indulgono nel dribbling, provano a irridere l'avversario. A fine carriera, però, il carattere è venuto fuori: Gaetano Vasari, ex giocatore di Sampdoria e Palermo tra le altre, ha denunciato i suoi estorsori, permettendo ai carabinieri di fermare quattro persone appartenenti a una cosca mafios.a. Vasari da tempo gestisce un panificio nei pressi dello stadio. Non è tra quelli che con il calcio è riuscito a fare i miliardi, per cui una volta terminata la carriera si è dovuto ingegnare. Ha investito parte dei risparmi in questa attività peraltro fiorente, come possono testimoniare i calciatori della Sampdoria che Vasari va spesso a trovare quando giocano a Palermo con vassoi traboccanti di paste. Sarà un caso, ma si chiama Pasta (Manuel) anche il pentito che ha permesso agli investigatori di mettersi sulle tracce di questo racket delle estorsioni gestito dal clan mafio.so di Resuttana. Estorsione svelata dal collaboratore di giustizia e confermata dall'ex ala della Sampdoria. Il giocatore, che ha negato di avere subito danneggiamenti dalla mafia, ha però raccontato di avere ricevuto la visita di due persone che gli avrebbero chiesto i soldi per i familiari dei detenuti, classica formula usata dal racket del pizzo. Vasari, temendo ritorsioni, gli avrebbe dato 1.000 euro. (Il Secolo XIX)