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Genoa, chiesto il rinvio a giudizio per 16 ultras rossoblù accusati di estorsione

Genoa, chiesto il rinvio a giudizio per 16 ultras rossoblù accusati di estorsione

Sedici persone, ritenute capi di alcune sigle della tifoseria organizzata del Genoa, rischiano il processo con l'accusa di estorsioni ai danni della società rossoblù.

A chiederne il rinvio a giudizio è la procura della Repubblica di Genova, al termine delle indagini condotte dal sostituto Francesca Rombolà e dal procuratore Francesco Pinto su fatti avvenuti all'interno e all'esterno del Luigi Ferraris tra il 2010 e il 2017.

Secondo gli inquirenti il gruppo, di cui fanno parte tre individui già in carcere da tempo, avrebbe costretto con minacce e violenze la vecchia proprietà del Genoa a versare in società fittizie a loro riconducibili circa 327 mila euro. In cambio i capi ultrà avrebbero garantito la cosiddetta "pace del tifo", una sorta di tregua armata che consisteva nell'evitare scontri con polizia, altri tifosi ma anche dirigenti e giocatori rossoblù sia dentro che fuori dallo stadio.

Gli indagati avrebbero inoltre dettato la linea da tenere agli altri tifosi rossoblù, decidendo tempi e modi delle contestazioni e intimidendo chi provava a ribellarsi alle loro direttive.

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