Antonio Donnarumma, terzo portiere del Genoa dopo Perin e Albano Bizzarri, si confessa al sito ufficiale dei rossoblù. 'A 14 anni passai dalla Juve Stabia al Milan: ero già una pertica, ma non così - afferma il giocatore, classe 1990 -. Ero alto un metro e 85 e l'ok tecnico, al bando le castronerie, lo diede il preparatore Navazzotti. Ricordo con affetto anche gli altri istruttori: Pinato, Romano, Abate, il padre di Ignazio. E i compagni nelle varie squadre. Vivevo in convitto nel centro di Milano coi miei sogni, le mie debolezze, la voglia di sfangarla. In età Primavera mi trasferii poi a Gallarate. Il Milan è stato importante per la mia formazione calcistica e, soprattutto, personale. Mi ha indicato la strada per diventare uomo. Ho passato cinque anni lì, non un battito di ciglia. Qualche panchina, nei mesi, gli ultimi, in cui facevo il terzo. Ammiravo Dida per la professionalità: tra i primi ad arrivare, gli ultimi ad andarsene. Abbiati per la sicurezza tra i pali, l'impegno durante gli allenamenti'. 

Sabato sera il Genoa affronterà proprio il Milan in campionato: 'Sarà dura mantenere la porta inviolata con i rossoneri, ma sarebbe fantastico prolungare la nostra serie positiva - afferma Donnarumma -. La fortuna di noi portieri del Genoa è che abbiamo i due preparatori migliori, Spinelli e Scarpi. Hanno creato un gruppo magnifico tra di noi: si suda, si va a cena e a pesca insieme'.