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Come può cambiare il destino di una persona, o in questo caso di un giocatore, nell'arco di pochi mesi.

La vittoria del Genoa in quel di Cagliari, primo sorriso stagionale dopo tanti bocconi amari, è figlia di una grande prova collettiva nella quale spicca sopra tutti la superba prestazione di Adel Taarabt.

Autore dell'assist che ha sbloccato la gara, della rete del raddoppio e di una lunga serie di giocate che se sfruttate a dovere dai compagni avrebbero consentito al Grifone di chiudere anzitempo la pratica della Sardegna Arena, l'ex milanista è stata l'arma in più dei liguri per sbancare il capoluogo sardo. 

E pensare che ad inizio stagione l'avventura del fantasista marocchino con la maglia rossoblù sembrava ormai giunta ai titoli di coda. Già sul finire del passato campionato Ivan Juric l'aveva pubblicamente ripreso per la scarsa professionalità con la quale affrontava gli allenamenti. Poi a luglio, al momento del raduno, Taarabt si era presentato a Pegli in una forma fisica imbarazzante, con almeno una decina di chili lasciatigli in eredità dai bagordi degli ultimi mesi. Da qui la netta presa di posizione dello staff tecnico che decise di non convocarlo per il ritiro austriaco, costringendolo ad allenarsi da solo al Signorini.
Vincolato al Genoa dal prestito di 18 mesi concesso dal Benfica lo scorso gennaio, che non ci pensava neppure a riprenderselo indietro in anticipo di un anno, il talento di Fez sembrava destinato a passare il campionato in disparte rispetto al resto dei compagni. Invece, proprio in quel momento, qualcosa è cambiato. Lo svogliato maghrebino ha cominciato a lavorare davvero sodo ed al ritorno di Juric si è presentato davanti al tecnico in forma smagliante, tanto da convincere l'allenatore croato a dargli un'ultima possibilità. Che questa volta Adel non ha sprecato.

Prima della gara di ieri la sua condizione fisica, pur nelle sfortunate apparizioni del Genoa, è sempre apparsa in salita, così come le sue prestazioni, culminate in Sardegna con la prima rete con il Grifone. Un gol festeggiato con una corsa verso la panchina ad abbracciare proprio Juric, in uno scatto di evidente riconoscenza verso chi, forse, gli ha salvato la carriera.

Ora Taarabt appare davvero rigenerato nel fisico ma soprattutto nella testa. Ed oltre al Grifone è pronto a far volare anche le aquile del suo Marocco, dove da anni aspettano la definitiva esplosione del loro diamante più puro.