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Il direttore generale del Genoa, Giorgio Perinetti, è intervenuto ieri sera in diretta ai microfoni di Antenna Blu.

Molti i temi toccati dal dirigente rossoblu, a cominciare dalla gara di domani sera a Marassi tra il Grifone ed il suo ex Napoli: "Sarà 
il mio debutto al Ferraris da dirigente del Genoa - ha spiegato Perinetti - Con il Napoli sarà una prova ardua ma stimolante, giocano il miglior calcio d’Europa insieme al City.  A Napoli sono stato sette anni in due periodi differenti, ho vissuto anni bellissimi e pieni di soddisfazioni, da Maradona e Zola, non si cancella mai il ricordo quando si vivono con intensità certe emozioni. Voglio vivere questa partita con la passione di un tifoso, sarà un grande momento di calcio, spero sia una grande serata di sport".

Una delle prime operazioni concluse dall'ex dirigente trea le altre di Venezia, Juventus e Roma è stata l'estensione di contratto per Izzo. Un'azione destinata presto a ripetersi con altri elementi chiave della rosa rossoblu: "Stiamo lavorando al rinnovo di Perin - ha confermato Perinetti - c’è già un lavoro tracciato bisogna portarlo avanti, è nelle intenzioni della società concretizzare questo discorso. Vogliamo valorizzare i giovani, non c’è cosa più bella per un dirigente di veder un ragazzo del settore giovanile  giovane debuttare con la prima squadra. Pellegri  e Salcedo sono ragazzi già bloccati da noi con un contratto da professionista, osserviamo la loro crescita, consapevoli del loro valore".

Perinetti viene considerato un amuleto nell'ambiente rossoblu, dal momento che la sua nomina a Dg ha coinciso con due risultati utili in trasferta: "I punti sono arrivati contestualmente al mio arrivo - spiega - ma è casuale, meglio essere tacciati di portare fortuna che il contrario. La società con la mia figura voleva far sentire la vicinanza alla squadra, i risultati sono frutti del lavoro non premiato nelle partite iniziali, ora stiamo raccogliendo i frutti ma i meriti sono di chi lavora in campo. Devo fare un certo lavoro e lo sto facendo, la mia esperienza può rasserenare la squadra, ma il merito è del tecnico e dei giocatori".