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Da una parte otto tra giocatori ed allenatore con un passato al Genoa. Dall'altra un solo tesserato rossoblù con un trascorso a Verona, anche se sulla sponda opposta dell'Adige. 

La sfida in programma domani sera a Marassi tra liguri e veneti è anche una gara particolare per molti dei suoi protagonisti. Tra questi Ivan Radovanovic, da un paio di mesi nuovo ministro della difesa del Grifone ma in passato bandiera del Chievo per cinque stagioni e mezza: “La gara di domani col Verona la vedo come un derby. Per tanti motivi - ha spiegato il serbo a Tuttosport - Perché comunque sono tanto legato al Chievo e poi a Verona sono nate le mie figlie. Inoltre ho vissuto anni bellissimi e sono cresciuto come uomo, marito, papà e giocatore, perché da giovane come tanti ho fatto fatica, ma a Verona ho trovato la mia casa felice".
Ma per Rado, quella di domani, sarà una gara speciale anche per un altro motivo: "Per me sarà sia un derby che la trecentesima gara in A, ma per noi come squadra sarà una partita fondamentale. Dobbiamo essere belli maturi per affrontare una squadra forte che va a mille e non sarà facile. Hanno un allenatore che li carica tanto e tanti ex che conosciamo bene. Dobbiamo essere consapevoli di quello che abbiamo fatto ma anche ricordarci che fino ad ora non abbiamo fatto niente perché mancano ancora pochi passi che vogliamo fare il prima possibile per non arrivare come negli ultimi due anni alle ultime giornate. Quest’anno è un’altra storia e dipende solo da noi“. 

Infine sulla sua nuova posizione in campo Radovanovic ha aggiunto: ​"Mi piace quel ruolo, mi piace tanto ed è diverso dall’essere centrocampista".