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Nella settimana che porta al 127° compleanno del Genoa, i tifosi del club più antico d'Italia più che rivolgersi al passato sembrano preoccuparsi del futuro. In particolare, ad occupare i pensieri del popolo rossoblù, è soprattutto una questione societaria che sembra sempre più assumere i contorni della telenovela. 

VIE D'USCITA - Da oltre 3 anni, infatti, il Grifone è ufficialmente in vendita. A confermarlo ci pensa ad intervalli regolari il presidente Enrico Preziosi, a suo dire ormai stanco di quel mondo che da un quarto di secolo occupa buona parte del suo tempo. Ma al di là delle dichiarazioni formali del suo patron e delle molte trattative più o meno reali sventolate a destra e a manca da probabili acquirenti o sedicenti tali, di carne sul fuoco sembra essercene davvero molto poca. Anche le due piste emerse ad inizio agosto, quella della cordata italo-britannica capitanata dai manager Manfredi-Radrizzani e quella che portava verso l'imprenditore marocchino Rahhal Boulgoutè sembrano nel frattempo diventati sentieri senza sbocco.

PISTA INGLESE - La prima è stata stroncata sul nascere dalle dichiarazioni dello stesso Preziosi che ha definito "ridicola" e degna di "chiacchiere da bar" l'offerta d'acquisto pervenutagli da Oltremanica. Parole che ovviamente non sono piaciute alla controparte, ma che in ogni caso hanno dimostrato l'esistenza di un interesse concreto da parte degli offerenti. Tanto che gli stessi interessati fanno sapere di non aver perso del tutto la speranza di arrivare ad un accordo con il Joker per la cessione del club. Nelle ultime tre settimane, tuttavia, il sismografo delle trattative non ha registrato alcuna scossa, neppur minima. Ciò ovviamente non significa che i dialoghi non possano procedere sottotraccia ma i segnali che si intravedono all'orizzonte non sembrano presagire un cambio di rotta imminente.
L'AMICO DEL RE - Chi continua invece a far parlare di sé è il magnate maghrebino Boulgoute. Attraverso i professionisti che ne curano gli interessi nel nostro Paese, il miliardario nordafricano che vanta stretti legami economici con la famiglia reale del Marocco ostenta ottimismo riguardo alla possibilità di aggiungere il Grifone alla sua collezione di oggetti preziosi. Ma anche in questo caso al di là di molti rumors e di qualche fugace contatto fra le parti non paiono esserci indizi che portano verso una rapida conclusione dell'operazione. Oltretutto, mentre nei confronti della cordata londinese Preziosi si è esposto in prima persona, di Boulgoute non ha mai fatto menzione. Almeno pubblicamente.

IL LUNGO ADDIO - Tutto ciò mentre una nuova stagione è ormai alle porte, la diciassettesima con il re dei giocattoli attivo nella stanza dei bottoni rossoblù, e la squadra - raggiunta l'ennesima salvezza al fotofinish - deve essere ricostruita in almeno metà dei suoi componenti. Ma quale progetto può avere una società perennemente in attesa di conoscere un nuovo comandante in campo? E' quello che si chiedono i tifosi, tra le cui fila cresce in maniera esponenziale il malumore e la disaffezione verso una squadra che non riesce a corrispondere in maniera adeguata l'amore che riceve. Una situazione di stallo imperitura nella quale la fronda dei pretoriani fedelissimi al presidente più longevo del dopoguerra si restringe sempre più. Il mugugno, marchio di fabbrica dei liguri, nei confronti del presidente è oramai una litania quotidiana che si ripete uguale a se stessa come un cantico religioso chiedendo a gran voce l'addio del padrone. Un addio che per il momento resta tuttavia un miraggio.