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    Genoamania: Juric padrone del destino di Simeone

    Genoamania: Juric padrone del destino di Simeone

    • Marco Tripodi
    Nel giorno dello sbarco di Gianluca Lapadula sul pianeta Genoa, la domanda che ronza ricorrente nella testa dei tifosi rossoblu è quella che riguarda il futuro di Simeone: "Ma ora il Cholito resta o se ne va?".

    Il dubbio, più che legittimo, è figlio di due constatazioni contrastanti. Da una parte ci sarebbe la volontà dei futuri proprietari del Grifone di un lasciare andare un patrimonio come l'argentino; dall'altra ci sono i dogmi tattici di Ivan Juric nei quali difficilmente il tandem Lapa-Simeone può trovare spazio.

    MODULO FISSO - La posizione della nuova dirigenza è chiara: vendere Simeone, oltre che una grande perdita tecnica, rappresenterebbe anche un pessimo biglietto da visita da mostrare ai propri tifosi, soprattutto ora che non ci sono più necessità di sanare le voragini del bilancio.
    Il vero ostacolo per la permanenza del ventunenne a Genova è quindi rappresentato da Juric. L'idiosincrasia del croato per uno schema diverso dal 3-4-3 è quasi proverbiale. E le poche volte che ha tentato di modificare la propria filosofia di gioco i risultati ottenuti sono stati disastrosi. La riprova la si è avuta non più tardi di 6 mesi fa quando, all'inizio del girone di ritorno dell'ultimo campionato, Juric decise di dare più peso al proprio attacco affiancando Pinilla al Cholito. L'esito del campo fu nefasto. Non solo il cileno non vide mai la porta, ma la sua presenza là davanti  finì per prosciugare anche la vena realizzativa del collega di reparto.

    ALTERNATIVE - Di sicuro in quella situazione Pinilla ci mise del suo, tuttavia anche Simeone dimostrò di non essere troppo a suo agio nello stare accanto a un compagno che gli pesta i piedi in area di rigore.
    Dal momento che il Cholito ha dimostrato di essere efficace soprattutto negli ultimi 30 metri, se si vuole farlo convivere con un'altra punta bisogna che quest'ultima agisca più lontana dalla porta spaziando alle spalle del centravanti. Ruolo che Lapadula potrebbe anche ricoprire, visto che in parte l'ha già fatto quest'anno al Milan con Bacca. Anche in questo caso tuttavia la soluzione non pare ideale.
    Il bomber torinese, che per indole e volontà di lottare ha tutto per diventare fin da subito uno degli idoli della Gradinata Nord, e anch'egli un animale da goal come dimostrano i 30 centri segnati in serie B due stagioni fa. Fallo agire sulla trequarti significherebbe disinnescarne sensibilmente l'enorme potenziale e dopo aver investito su di lui 13 milioni la scelta sarebbe quasi tafazziana.

    Insomma il futuro del Cholito è tutto nelle mani di Juric. Sarà lui a decidere cosa fare con il bomber di Buenos Aires.

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