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Anche il calcio vive di specializzazioni. Sai fare bene una cosa, la sfrutti come si deve e - se ti gira bene - raggiungi il tuo obiettivo. Lo sappiamo: Gervinho è uno dei migliori contropiedisti del pianeta. E' la sua specialità, è il pezzo forte del suo repertorio. A campo aperto l'ivoriano ha pochi rivali al mondo. E' su questo piedistallo - il contropiede - che il Parma espugna la Dacia Arena e vola a 28 punti in classifica (c'è l'Europa League nel mirino), in una posizione che nessuno - questa estate - avrebbe mai immaginato. Lasciateci elogiare il lavoro di D'Aversa, forse il più sottovalutato degli allenatori di serie A. Tiene un basso profilo, non ha il carisma che "buca" la televisione, non rilascia dichiarazioni roboanti. Ma sa fare (molto) bene il suo lavoro. Sulla panchina del Parma ha centrato due promozioni in due anni e ora - da debuttante in serie A - sta facendo cose egregie. Da quando siede sulla panchina del Parma, tra C, B e A, ha vinto 45 partite su 91: la metà.

Il Parma comincia il 2019 nel modo migliore, resta al palo (di de Paul, con decisiva deviazione di Sepe) l'Udinese, che pur con l'arrivo di Nicola sembrava aver trovato più equilibri. Contro il Parma qualche rimpianto c'è stato, perché l'assalto finale forse avrebbe meritato un premio. Ma il primo tempo è stato tutto del Parma, che ha avuto un approccio migliore, più concreto e ha saputo costruire la vittoria sul gol del vantaggio, arrivato su calcio di rigore. C'è un fallo di de Paul ai danni - indovinate di chi? - di Gervinho. Mazzoleni non si accorge del contatto e lascia proseguire, ma il Var lo richiama, come da regolamento di un principio di fondo: quello di segnalare episodi degni di nota sfuggiti all'arbitro. E' rigore, dunque: il primo che il Parma si vede assegnare in questa stagione. A questo punto l'unica squadra di A a non essersi mai presentata sul dischetto resta il Bologna. Inglese è freddo e segna il rigore. 

L'Udinese cerca di rientrare in partita, ma si perde quando arriva alla trequarti. Nicola avverte l’assenza di Pussetto, che nell'ultima del 2018 aveva deciso (con una doppietta) la sfida-salvezza col Cagliari. Eppure arriva il pareggio, in mischia. Lo segna Okaka che festeggia così il suo ritorno in Italia dopo la poco convincente esperienza al Watford. Okaka in serie A non segnava dal marzo del 2015, quando vestiva la maglia della Sampdoria. Il Parma - pur soffrendo - regge. De Paul colpisce il palo esterno e si conferma il più brillante dei bianconeri con un tiro a giro deviato da Sepe oltre la traversa. Sugli sviluppi del corner, Stulac lancia Gervinho. L'ivoriano si fa sessanta metri di corsa, resiste alle cariche di Opoku, scarta Musso e insacca. Contropiede perfetto, sesta rete stagionale per Gervinho. C'è tempo ancora per un tiro di de Paul, ma è bravo Sepe a deviare sul palo. E c'è tempo per il debutto di Kucka (ancora non giudicabile l'ex Milan e Genoa), e per segnalare che l'Udinese ha crossato in area 32 volte: sono tante, ma non è bastato. Perché il Parma ha un giocatore che a questi livelli fa la differenza. Si chiama Gervinho, è un grande contropiedista.

IL TABELLINO

Udinese-Parma 1-2 (primo tempo 0-1)


Marcatori: 11' p.t. Inglese (P), 5' s.t. Okaka (U), 23' s.t. Gervinho (P)

Assist: 23' s.t. Stulac (P)

Udinese (3-5-2): Musso; Opoku, Ekong, Nuytinck; Larsen, Behrami, Fofana, De Paul, D'Alessandro (43' s.t. Balic); Okaka (29' s.t. Machis), Lasagna. All. Nicola

Parma (4-3-3): Sepe; Iacoponi, Bruno Alves, Bastoni, Gagliolo; Deiola (24' s.t. Kucka), Stulac (47' s.t. Scozzarella), Barillà; Biabiany, Inglese, Gervinho (43' s.t. Gazzola). All. D'Aversa.

Arbitro: Mazzoleni di Bergamo

Ammoniti: 34' p.t. Opoku (U), 39' p.t. Okaka (U), 10' s.t. Deiola (P), 23' s.t. D'Alessandro (U)