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"Sono quasi al 100%. Sono molto felice di essere di nuovo con la squadra, ho aspettato questo momento e voglio fare bene per aiutare la squadra a vincere. Se ho imparato anche a gesticolare oltre all’italiano? Sì, gesticolo. L’arbitro non mi ascolta, allora uso i gesti. Ora voglio festeggiare con i miei fratelli"Olivier Giroud si trova già a meraviglia nella propria nuova casa, la città di Milano, e assieme ai nuovi compagni, con i quali ha già instaurato un vero e proprio rapporto fraterno. Un vero e proprio "italiano" di adozione, dopo pochi mesi dal suo arrivo nel Milan: quella rossonera è una pelle che ha sentito subito addosso, nonostante i problemi che lo hanno afflitto nelle ultime settimane, tra Covid e lombalgia. 

COL VERONA PARTITA A DUE VOLTI: DA PEGGIORE A CAPO DELLA RISCOSSA - Ieri l'ex Chelsea e Arsenal ha disputato una partita a due volti: molto negativa nel primo tempo, quando forse si è rivelato il peggiore in campo, mentre ha suonato la tromba della riscossa nella ripresa, quando con un gran colpo di testa ha realizzato il gol del provvisorio 1-2, che ha dato poi il "La" alla rimonta dei rossoneri. Fondamentale proprio per alcune giocate, vedi l'anticipo sul difensore del Verona e il grande stacco, che un numero 9 del Milan non metteva in pratica da parecchio tempo: grande importanza anche nelle spizzate e nei varchi creati per i compagni, testimoni di una crescita fisica molto importante.
LA COPPIA CON IBRA E IL PORTO DECISIVO - L'assenza dai campi sembra ormai un lontano ricordo: ora Giroud vuole prendersi definitivamente sulle spalle il Milan, magari in coppia con Zlatan Ibrahimovic, con il quale ieri ha disputato i primi minuti. Contro il Porto, vista anche la probabile assenza di Rebic e la condizione ancora non perfetta dello svedese, potrebbe toccare di nuovo a lui caricarsi addosso la responsabilità dell'attacco dei rossoneri. In un match che per il Diavolo deve avere solo un esito, affinché si possa sperare ancora nella qualificazione agli ottavi di finale: 3 punti. 

@AleDigio89