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di Xavier Jacobelli
(direttore quotidiano.net)

Le possibili quattro giornate di squalifica a Mario Baloelli  per il presunto fallo su Parker, sono una nuova dimostrazione di quanto gli italiani diano fastidio in Premier League perchè sono troppo bravi.

Lo dimostra il comportamento di Harry Redknapp, allenatore del Tottenham sconfitto dal City proprio su rigore di SuperMario, più noto come zio di Lampard, autoproclamatosi successore di Capello in Nazionale salvo essere sinora sistematicamente trombato, da oggi sotto processo per presunta evasione fiscale e a rischio di severa condanna qualora venisse riconosciuto colpevole.

Al grido di “Stamp Him Out” (buttatelo fuori a pedate), i tabloid sempre pronti ad usare la gogna mediatica hanno pedissequamente seguito le parole di Redknapp: “La Football Association deve intervenire perché non è la prima volta che Balotelli fa una cosa del genere e non sarà neanche l’ultima. Il primo colpo potrebbe essere stato casuale, ma il secondo lo avete visto? Ha colpito Parker sulla testa con il tallone. Non mi piace vedere un giocatore che reagisce in questo modo dopo un contrasto, colpire un avversario sulla testa quando è a terra è qualcosa che non posso comprendere, è assolutamente sbagliato. Scott ha fatto un blocco, Balotelli ha reagito e ora Parker si ritrova con un bel taglio in testa”.

A parte il fatto che, vista e rivista cento volte l'azione incriminata, Redknapp dovrebbe spiegare dove attinga tanta sicumera perchè l'involontarietà dell'intervento appare chiara, l'allenatore inglese si dimostra un perfetto studente delle lezioni di Mourinho quando prende legnate dal Barcellona: se perdi e perdi male, distogli l'attenzione dai tuoi errori e prenditela con gli avversari. A qualunque costo.

Dopo un'anonima carriera da calciatore, Redknapp ha intrapreso il mestiere di allenatore. In ventotto anni e mezzo di attività ha vinto una Coppa d'Inghilterra. Domenica a Manchester, Mancini e Balotelli l'hanno affondato all'ultimo secondo e, schiumando rabbia, l'inglese se l'è presa con Balotelli. Al quale nessuno ha mai perdonato nulla quando ha assunto atteggiamenti decisamente sopra le righe. Ma, stavolta, ciò che è insopportabile è l'arroganza di un avversario che non sa perdere.

Criminalizzare Balotelli per uno scontro fortuito di gioco è un'idiozia bella e buona oltre che un perfetto esercizion di frustrazione. D'altra parte, si sa, in Inghilterra come in Italia, la madre dei frustrati è sempre incinta.