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Calcio e politica, un connubio sempre più forte. E non si tratta più solo di Silvio Berlusconi, che del suo legame (vincente) con il Milan ha fatto un trampolino di lancio verso altri mondi, compreso quella della politica. Ora di calcio si occupano politici di ogni tipo, che in nome del tifo per la propria squadra alimentano il 'dichiarificio' nazionale con nuove polemiche e tensioni. In Parlamento si fondano club legati alla squadre più note, mentre alla tv, in radio e sui giornali la dichiarazione del politico-tifoso non manca mai. 
 
E così, il ministro Ignazio La Russa, interista, lancia accuse al presidente della Juventus Andrea Agnelli, ricevendo l'immediato rimbrotto del collega di partito, lo juventino Maurizio Paniz. E poi c'è Roberto Formigoni che parla del Milan, Luigi De Magistris che non si perde un match del Napoli e, su tutti, il ministro Roberto Calderoli, con la sua crociata contro i calciatori ricchi e viziati. 
 
Di tutto questo, Calciomercato.com ha parlato con Luca Talese, attento osservatore e critico corrosivo di ogni deviazione della politica. Anche in questo caso, il noto giornalista del Fatto Quotidiano e di La7 non fa sconti.
 
"Nel tempo in cui la politica è debole, il calcio diventa un mito al quale attingere credibilità - spiega Telese -. Abbiamo il calcio come sponsor di sé stessi, e il più autorevole esponente di questa categoria è a Palazzo Chigi. Abbiamo il calcio come capro espiatorio, vedi Calderoli, che non riuscendo a fare i tagli che avrebbe voluto fare nella manovra finanziaria, cerca il capro espiatorio nel calciatore miliardario e viziato. Poi c'è il calcio come elemento di analfabetismo, vedi il sindaco di Bologna, che parla della squadra della sua città e incappa nella gaffe di non sapere in che serie giochi o quanti scudetti abbia vinto. Sono tutti segnali, il simbolo di una difficoltà".
 
Telese aggiunge: "Essendo il calcio il luogo dei sogni degli italiani, i politici riversano lì le loro ansie e le loro frustrazioni. Ma il ragionamento non funziona: il politico che entra nel calcio si scredita e il politico che utilizza il calcio come capro espiatorio fa una magra figura".
 
Il gioco non vale più la candela quindi. L'attuale classe politica italiana è talmente screditata che nemmeno il calcio, il gioco più amato nel nostro Paese, la può salvare. Ma siamo sicuri che già da domani avremo una nuova dichiarazione del politico-tifoso di turno.