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Pep Guardiola ha deciso di ricaricare le pile per dodici mesi, in attesa di nuove sfide calcistiche. Ma non si può escludere che Pep abbia concluso una tanto breve quanto luminosa carriera. Sportmediaset ne parla con Sandro Modeo, scrittore e studioso di calcio autore del libro "Barça:  i segreti della squadra più forte del mondo", pubblicato da Isbn.
 
Perché Guardiola ha deciso di fermarsi?
"Nel suo anno sabbatico, che trascorrerà nella sua nuova villa di New York, Guardiola intende disitossicarsi di calcio ma anche dall'Europa. Un lustro alla guida di quella che ha trasformato nella più forte squadra del mondo e in una delle più grandi di sempre lo ha prosciugato di energie psichiche e nervose. In questo periodo intende studiare altri sport per arricchire il suo bagalio tecnico tattico. Ad esempio basket e football americano dove in America sono all'avanguardia".
 
Lo scopo è tornare nel 2013 in panchina?
"Guardiola mantiene naturalmente contatti con le grandi società europee. Milan e Chelsea hanno contatti insistenti con il suo staff e sognano di poterlo arruolare il prossimo giugno. Ma l'uomo è imprevedibile e molto provato dalla straordinaria esperienza vissuta a Barcellona in panchina, (unica per certi versi) che ha vissuto. Guardiola in realtà non ha deciso nulla rispetto al suo futuro. Potrebbe anche decidere di lasciare definitivamente il calcio. Può succedere francamente di tutto".
 
Che giudizio può dare sul Barça di Guardiola?
"Il ciclo del suo Barcellona dal punto di vista storico-calcistico è stato uno dei più grandi dell'ultimo secolo. Insieme all'Ajax di Michels, al Liverpool di Shankly e Bob Paisley, al Milan di Sacchi. Anche Guardiola è riuscito ad introdurre un carattere rivoluzionario estetico al calcio totale. Dal punto di vista calcistico questi cicli rivoluzionari si ripropongono periodicamente distanziati di anni. Ora è probabile che si andrà ad una fase di assestamento tattico con il ritorno di concetti più conservatori".
 
Vede in giro nuovo Guardiola?
"Ci sono molti allenatori giovani ed interessanti. Ma anche delle certezze come ad esempio Klopp del Borussia Dortmund o Bielsa dell'Athletic Bilbao. L'argentino è stato molto criticato per le sconfitte nelle due finali di Europa League e Coppa del Re ma raggiungerle con una squadra composta da giovanissimi è stata una vera impresa. Poi in Europa League la vittoria all'Old Trafford della sua squadra per 4-2 è stata una delle partite più entusiasmanti dell'anno".