In Champions con il fiatone. L’Inter ringrazia Handanovic che difende da campionissimo la rete del 2-1 di Nainggolan, perché soltanto lui con un paio di miracoli nel finale nega all’Empoli la gioia di una meritata salvezza. Spalletti centra l’obiettivo come un anno fa, al termine di una partita dalle mille emozioni, perché raramente si vedono così tante occasioni da gol e così tante parate dei due portieri. Il risultato finale vale tanti soldi e nuove speranze europee, ma non può far passare in secondo piano le tante, troppe, sofferenze dei nerazzurri che anche stavolta rischiano di rovinare tutto. E guarda caso fino all’ultima giornata il protagonista negativo è stato Icardi che sbaglia il rigore del 2-0 e rischia di far saltare la vittoria più importante della stagione.

DRAGO VERO - Non basta un primo tempo d’assalto, con la grinta iniziale che raramente si era vista quest’anno, per garantire all’Inter il gol del vantaggio con la conseguente certezza di entrare in Champions. Dragowski il portiere polacco dell’Empoli, si rivela un vero drago perché para tutto con un paio di autentici miracoli: su un colpo di testa ravvicinato di De Vrij e nel finale su Asamoah. Ma oltre a queste occasioni la squadra di Spalletti va vicino al gol con le conclusioni da fuori area di Nainggolan, Perisic, Vecino e Brozovic, sempre fermati dal portiere dell’Empoli, grande protagonista dei primi 45’, senza recupero. Ripensando a questi episodi è facile dire che l’Inter meriterebbe di andare in vantaggio al riposo, ma è giusto ricordare anche le occasioni create dall’Empoli che sembra subire la pressione dei nerazzurri, ma appena può riparte e spaventa Handanovic. E così ancora una volta il portierone nerazzurro si rivela un grande protagonista perché riesce a negare il gol a Caputo all’inizio e soprattutto alla mezz’ora.

ICARDADDIO - Per la gara che decide una stagione complessivamente deludente, ripensando alle eliminazioni in Champions, Europa League e coppa Italia, senza nemmeno l’illusione di contrastare la Juventus in campionato, Spalletti schiera la formazione migliore. E soprattutto dà fiducia a Icardi, preferendolo a Lautaro, per la gara del doppio addio, suo e del centravanti ed ex capitano. Come già accaduto più volte, però, Icardi riceve pochi palloni perché l’Inter va al tiro con conclusioni da fiori area, dei vari Brozovic, Nainggolan e Perisic e così l’argentino deve limitarsi a cercare qualche pallone vagante in area. Il suo compito però non è facile, perché l’Empoli si chiude molto bene, spesso con dieci uomini in area, lasciando soltanto Caputo in posizione avanzata. E anche se qualche volta se in affanno, Maietta, Silvestre e Dell'Orco, riescono a chiudere tutti i varchi, aiutati dai ripiegamenti dei due esterni Di Lorenzo e Pajac.

SCOSSA KEITA - Le notizie che arrivano da Ferrara dove il Milan va in vantaggio e da Reggio Emilia dove l’Atalanta riesce a pareggiare contro il Sassuolo, non incoraggiano né la squadra né il pubblico, perché all’intervallo l’Inter sarebbe fuori dalla Champions. E allora, per dare una scossa alla squadra, Spalletti si affida a Keita, togliendo Asamoah, con un’impostazione più offensiva. L’Inter difende a tre, passando dal consueto 4-2-3-1 iniziale a un nuovo 3-5-2 in cui Keita gioca più vicino a Icardi, con Pericic alle sue spalle quasi in posizione di terzino al posto di Asamoah. La mossa di Spalletti funziona perché proprio Keita al 6’ si infila tra le linee e dalla lunetta fa partire il destro che vale l’1-0 e fa esplodere d’entusiasmo i 68mila di San Siro. Un dato su cui riflettere perché è assurdo pensare a un nuovo stadio con appena 60mila spettatori, se ce ne sono di più per una gara di campionato contro l’Empoli.

RUGGITO EMPOLI - Il momento sembra favorevole, ma l’Inter grazia l’Empoli sbagliando il rigore del 2-0 concesso per un’uscita fallosa di Dragowski su Icardi, confermata dal Var, dopo un inutile retropassaggio di Di Lorenzo al proprio portiere. Sul dischetto va Icardi che però calcia male favorendo la respinta di Dragowski. E così dal possibile 2-0 l’Inter rischia di subire l’1-1 quando Farias arriva davanti ad Handanovic ma al momento della conclusione viene anticipato dalla perfetta uscita del portierone nerazzurro. E a quel punto Spalletti toglie Icardi, salutato tra tanti fischi e pochi applausi, rilanciando Lautaro e Dalbert. La mossa più importante è quella di Andreazzoli che inserisce contemporaneamente Brighi e Ucan per rinforzare il centrocampo. Senza più nulla da perdere, l’Empoli si getta all’attacco e a un quarto d’ora dalla fine ecco il pareggio con un facile tocco di Traorè tutto solo.

HANDANOVIC DECISIVO - I fedelissimi nerazzurri sono disperati, ma la pazza Inter stavolta li fa impazzire di gioia perché nel momento più difficile, dopo 5’ di paura, cambia di nuovo tutto. Vecino scatta alla sua maniera in mezzo al campo e conclude la sua corsa con un rito sul palo. Sembra il segnale di una serata maledetta e invece Nainggolan in corsa riprende il pallone e lo infila nell’angolino dove nemmeno Super Dragowski può arrivare. Ci sono ancora 9’ più 5’ di recupero da giocare e l’Empoli, dimostrando di non meritare la retrocessione, torna a farsi pericoloso, colpendo persino una traversa. L’Inter si difende in affanno come la peggiore delle provinciali e per l’ennesima volta deve ringraziare Handanovic decisivo su Ucan. Poi c’è l’illusione del gol di Brozovic che segna da metà campo a porta vuota il gol del 3-1, annullato però perché Keita ferma irregolarmente Dragowski che stava tornando nella propria porta dopo essersi spinto nell’area avversaria per deviare un calcio d’angolo. Keita già ammonito viene espulso, così si gioca fino al 98’ e Handanovic si ripete bloccando proprio allo scadere il colpo di testa di Pajac. E per la serie “tutto è bene quel che finisce bene” l’Inter può far festa. Ma che fatica!







IL TABELLINO


Inter-Empoli 2-1

Marcatori: Keita (I), Traore, Nainggolan

Inter: Handanovic; D’Ambrosio, de Vrij, Skriniar, Asamoah (dal 1’ s.t. Keita); Vecino, Brozovic; Politano, Nainggolan, Perisic (dal 29’ s.t. Dalbert); Icardi (dal 26’ s.t. Lautaro).

Empoli: Dragowski; Maietta (dal 26’ s.t. Ucan), Silvestre, Dell’Orco; Di Lorenzo, Acquah (dal 26’ s.t. Brighi), Bennacer, Traore, Pajac; Farias, Caputo.

Ammoniti: Dragowski (E), Pajac (E), Perisic (I)

Espulsi: Keita (I)

Arbitro: Luca Banti (della Sezione di Livorno)