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Rafa Marquez è un bel patrimonio di solidità. Da integrare a una difesa che – prendendo per buono quello che stiamo vedendo – sembra aver imparato la lezione. La classica storia della coperta corta si riflette su questo Verona. Nel momento in cui sta limando alcune carenze, ecco che si materializzano altrove i punti critici. Difficile girare il sequel di un film riuscito bene, soprattutto quando a mancano i numeri uno.

Per dire, sull'Hellas che è stato, non bisognava nemmeno spendere troppi ragionamenti. Iturbe e Romulo hanno preso in mano la situazione, trascinando tutti sulla giostra di una stagione favolosa. Quello attuale è un Verona che Mandorlini sta plasmando su un'idea di razionalità. Ai nastri di partenza del campionato ci resta negli occhi una partita in cui i gialloblu hanno messo la museruola a tutti quei talenti dello Shakhtar. Se servivano garanzie, sono arrivate anche dal centrocampo. Fatto, oltretutto, da gente nuova in grado di reggere l'urto. Il resto parla di spunti un po' in disaccordo tra loro: Gonzelez e Luna, Moras e Martic. Tutto in fase di lavorazione.

Un concetto, quello di ripetere i fasti dell'anno scorso, che per fortuna, non è ancora applicabile su un Toni dall'età non più verde. Quante volte si è sentito dire che i suoi venti gol sono stati come il canto del cigno? E che un altro campionato agli stessi livelli sarà impensabile? Di sicuro, Toni è ancora sulla buona strada per recitare da leader. Bisogna solo che l'Hellas segua il suo esempio, una volta di più.