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Come se l'avesse scelta lui, la location per festeggiare i suoi quattro anni di Verona. Diciamo pure che ogni volta è speciale: un anno fa con l'Hellas che volava, adesso che sta proseguendo un percorso netto e, diciamolo pure, sempre più duraturo. Parliamo del secondo allenatore più longevo nella sua squadra attuale: Colantuono lo batte solo per pochi mesi.

Prestarsi all'esercizio del ricordo sulla condizione del Verona quando venne preso da Mandorlini? Tutto già fatto. Piuttosto ci sono gli scenari futuribili che investono in pieno il timoniere gialloblu. Un'Inter piuttosto malmessa come questa può, non solo spalancare all'Hellas le porte della speranza, anche tenere Mandorlini tra i papabili per la sua prossima panchina. L'assortimento è vario, tutto sommato. Zenga, Mihajlovic, Mancini: perché allora non Mandorlini, che quanto a background da allenatore unito al senso di appartenenza interista non ha niente da invidiare agli altri?

Nessun pensiero di stampo nerazzurro, stavolta. E non perché tutto quanto di buono verso l'Inter, Mandorlini lo ha già esternato lo scorso anno. L'allenatore del Verona sarà regolarmente a Milano, ma alla vigilia lo ha frenato un attacco influenzale. Non il migliore degli auspici, per il suo quarto compleanno gialloblu. Pensando anche a un Toni che a gennaio, contro il Milan, disertò San Siro per lo stesso motivo. Domani però vedremo un Hellas quasi al completo.