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Promossi a pieni voti. Non fosse altro perchè l'uomo copertina è già un belvedere per queso Verona. Indiziato a recitare da protagonista, o presunto tale. Ma l'operato di Sogliano non si riflette solo nei lustrini che il connubio Luca Toni-Hellas porta con sè. La costruzione viene da lontano: quel blitz in Sudamerica che il d.s. ha compiuto subito dopo la scalata dello scorso anno. I gialloblu studiano da grande squadra.

Alla fine si è fatto dodici. Proprio come i minuti che mancavano al termine delle trattative quando la società ha concluso per Marco Donadel, altra guarnizione della campagna acquisti. Tutt'altro che una presenza discreta nel mercato, quella del Verona. Quasi a voler per forza rendere fede ad un ritmo che aveva portato all'Hellas un giocatore a settimana, Iturbe e Donadel puntellano una zona in cui era necessario intervenire: la variabile 3-5-2 che Mandorlini può applicare gode ora del suo ideale distillato di qualità. Ma le basi c'erano anche prima. Che dire poi di Donati, Jankovic, Romulo e Rubin? Gente rodata, onesti pedalatori da cui ripartire.

E le uscite? Oculate pure quelle. Fatti fuori tutti gli esuberi, una batteria di giocatori che ci si portava dietro dalla Lega Pro. Seppure la presenza a Milano di Emil Hallfredsson, tenuta nascosta da occhi indiscreti, poteva suscitare qualche perplessità sulla sua permanenza a Verona. Uomo-mercato, ma non a tal punto di doverlo lasciar partire per forza. E anche Cacia, da possibile tentazione per qualcuno dalla serie B, è diventato incedibile. Inchiodato qui, il leader silenzioso ma spesso e volentieri trascinatore, guai a pensare che fosse già a fine corsa.