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    Higuain, tramonto a Miami per uno dei migliori 9 di sempre: addio vicino, ma niente critiche. Al calcio ha dato tutto

    Higuain, tramonto a Miami per uno dei migliori 9 di sempre: addio vicino, ma niente critiche. Al calcio ha dato tutto

    • Angelo Taglieri
      Angelo Taglieri
    "La cosa davvero bella di Miami Beach è che hai questa dicotomia tra la luce del sole e la famiglia e la felicità e l'innocenza e poi di notte escono cose più oscure e strane sulla cospirazione della folla. Sembra un motore di narrazione. Puoi continuare a scrivere di come questi due mondi si scontrato l'uno con l'altro". Così parla di Miami l'attore, scrittore e produttore americano Mitchell Aram Glazer. E così ha vissuto la cittadina della Florida, e la MLS, Gonzalo Gerardo Higuain. La grandezza del fuoriclasse che fu, le ambizioni di una lega in espansione e quelle di una franchigia che ha in Beckham la sua guida, contro le difficoltà del tempo che passa, la fisicità di un campionato più difficile di quello che sembra e le difficoltà economiche di una società multata per determinati trasferimenti. 

    La dicotomia si presenta nella sua versione calcistica. Con Gonzalo Higuain protagonista assoluto. Arrivato per essere l'uomo franchigia, il Pipita, con un contratto ricco, da 7 milioni di euro a stagione, può dire basta: un po' per sua volontà, in quanto stanco di un mondo che lo ha sfinito, un po' per volontà dell'Inter Miami, che volentieri taglierebbe qualche contratto importante. 11 gol in 35 partite con i rosanero, ultima rete realizzata il 23 settembre, 2 soli gol da agosto a fine ottobre, con la squadra di Nevile che è tornata a vincere questa notte, contro Toronto, dopo 6 sconfitte consecutive, dove sono stati subiti 16 gol e realizzati... uno. Da Higuain. 

    Numeri negativi per chi, invece, da questa parte del mondo calcistico, aveva regalato soprattutto sorrisi. Al Real Madrid 121 gol in 264 partite, al Napoli 91 in 146, alla Juventus 66 in 149, persino al Milan, quando mentalmente il Pipita stava iniziando ad abbracciare un calcio meno competitivo, che comportasse meno stress e meno pressioni, ha sfiorato la doppia cifra, arrivando a quota 8. Col rigore sbagliato contro quella Juventus che lo aveva sedotto, prendendolo dal Napoli, e abbandonato, abbracciando Cristiano Ronaldo, ha segnato il suo spartiacque: poteva prendersi una bella rivincita. Invece ha finito le sue energie nervose

    Era andato in MLS per realizzare il sogno di giocare col fratello Federico (in gol nella notte) e per avvicinarsi alla mamma malata. Poi, la telefonata, in seguito alla vittoria di Filadelfia per 2-1, con le reti degli Higuain Brothers, che sconvolge la vita: mamma Nancy che perde la battaglia col tumore, a 64 anni, gettando nello sconforto il Pipita, che resta pur sempre il piccolo della famiglia. Ultimo colpo alla mente spremuta di un giocatore dai piedi raffinati, uno dei migliori 9 del nostro tempo, uno dei migliori 9 di sempre. Che al calcio ha dato tutto sé stesso, non risparmiandosi mai. Un giocatore che ha amato, tradito, vinto e perso, che ha scritto la storia della Serie A con quei 36 gol col Napoli e che ha sofferto la maglia dell'Argentina come non mai, tra rigori sbagliati e un Mondiale perso in finale. La dicotomia di Higuain. Che poi è la stessa di Miami. Luce del sole e felicità, notte oscura e follia

    @AngeTaglieri88

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