Commenta per primo

Victor Ibarbo ha in mente solo ed esclusivamente il Cagliari. Il giovane colombiano, considerato da tutti una grandissima promessa, e che è già finito sul taccuino di parecchie società, chiarisce in esclusiva a Calciomercato.com come voglia assolutamente rimanere in Sardegna: “Sicuramente resterò qui fino a giugno e spero anche oltre. Devo tanto a questa società, non so se riuscirò a diventare un campione, ma se così fosse mi piacerebbe diventarlo proprio al Cagliari. In più ho solo 21 anni, da poco calco le ribalte internazionali, e devo ancora dimostrare di meritare quel po’ di attenzione che mi circonda”.

 
Nonostante la giovane età Ibarbo di strada ne ha comunque già fatta parecchia: dopo aver iniziato a giocare nelle giovanili del Pereira, migliora, arriva alla Selezione Nazionale Giovanile e poi finisce all’Atletico Nacional. Qui si fa notare, sembra destinato all’Udinese ma firma con il Cagliari perché “Il Presidente Cellino è stato più abile e più veloce”, e arriva in una terra che fin da subito lo conquista: “Ricordo il mare visto dall’aereo, il clima, la struttura del centro sportivo “Cellino”, l’ottima accoglienza da parte di staff e tifosi. E poi un grazie a Suazo, che nei primi giorni di ritiro mi ha dato un consiglio prezioso: quello di lavorare sempre al 100%”.
 
E a proposito di Cellino, Ibarbo rivela che il Presidente gli ha detto di “essere come un diamante grezzo, e che non potrà che migliorare”, e visto che a Cagliari si trova talmente bene “con tutti, anche al di fuori dal campo”, sarà probabilmente più facile per lui emergere definitivamente.
 
Il giovane 21 enne nonostante contro il Catania abbia segnato una rete alla Maradona resta con i piedi per terra e non loda neanche più di tanto la velocità, una delle sue armi vincenti: “Il gol contro i siciliani è stata davvero una grande gioia, ma devo continuare a lavorare sodo. Voglio poi sfatare una favola: ritengo sì di essere abbastanza veloce, ma non mi sono mai cronometrato sui 100 metri”.
 
Ibarbo si apre a 360°: Il giocatore che “può giocare come attaccante puro ma anche partire da dietro”, rivela che “fin da bambino sognava di diventare calciatore” e di come non ci fosse un piano B: tutti i suoi sforzi erano concentrati infatti per diventare “sempre e solo un calciatore”. Il Negrura, soprannome che si porta dietro da una vita, spiega poi come abbia “vissuto un’infanzia migliore rispetto a quella di tanti altri” e come quando non appena firmò il suo primo contratto da professionista “pensò a comprare una casa alla madre, che si era sempre occupata di lui, dei suoi tre fratelli e della sorella, mentre il padre faceva l’elettricista”.
 
Ibarbo, dopo aver precisato come “pensasse che il campionato italiano fosse uno dei migliori al mondo, e di essere adesso sempre più convinto della sua opinione”, parla poi dei tre mister che lo hanno allenato quest’anno chiarendo che “ognuno di loro gli ha insegnato qualcosa, anche se Ballardini è quello che fa giocare con più continuità”, e prosegue parlando di alcuni suoi connazionali: “Ivan Ramiro Cordoba è un esempio per tutti. Asprilla è un grandissimo campione,  Giovanni Moreno del Racing Avellaneda è il migliore calciatore colombiano attuale. Sento spesso al telefono i miei amici Yepes, Cuadrado e Armero ”. Ma quando si parla di Colombia non si può non parlare di Andres Escobar che fu tragicamente ucciso dopo l’autorete al Mondiale negli USA:”Non mi so ancora spiegare come sia potuto accadere, mi spiace ed è assurdo che capitino tragedie come questa anche indipendentemente dal mondo del calcio”, dichiara la punta.
 
Ibarbo, che per il 2012 sogna “la permanenza del Cagliari in Serie A con tanti gol da regalare a tifosi e società”, chiude poi svelando che “Robinho è il suo idolo,  l’Olimpico di Roma è lo stadio che l’ha maggiormente fatto emozionare”, aggiungendo quindi come “sia troppo presto per dire chi vincerà il campionato in Italia, mentre per la Champions League punti sul Real Madrid”, e conclude  parlando di Ronaldo e Messi:”I migliori giocatori al mondo”.