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"Catch me". "Prendetemi", dice Zlatan Ibrahimovic, a commento della foto che lo vede scattare durante la sessione di allenamento del mercoledì. Test atletici per verificare la condizione generale del gruppo in vista dei prossimi delicati appuntamenti di campionato - fondamentale tornare ai 3 punti contro il Genoa dopo il passo falso di Firenze - e di Coppa Italia, con l'obiettivo della finale ancora alla portata, Juve permettendo. E con un Ibra così, a cui soltanto un beffardo e discusso tocco di mano, ha negato un'altra prodezza del suo fantastico repertorio, i rossoneri possono guardare avanti con rinnovata fiducia. Ma quel "prendetemi" potrebbe non essere solo un messaggio di sfida ai suoi avversari, bensì un invito al Milan a fare di tutto per "acciuffarlo" e mantenerlo lì dov'è.

CHE IMPATTO - L'opzione di rinnovo automatica scatta solamente con la qualificazione alla prossima Champions League, eventualità oggi difficilmente prevedibile al netto dei troppi alti e bassi della squadra di Pioli e della distanza in classifica da un'Atalanta oggi con almeno un paio di marce in più. Nel commentare la partita con la Fiorentina, il direttore dell'area tecnica Paolo Maldini non ha però nascosto che una trattativa con Ibrahimovic ci sarà ugualmente, perché l'impatto che lo svedese - anche a 38 anni - ha saputo avere nel Milan e nel calcio italiano ha impressionato tutti. Nel clima di incertezza che regna nuovamente nel club di Via Aldo Rossi, tra voci sempre più insistenti dell'ennesima rivoluzione e di profonde divisioni a livello dirigenziale, poter ripartire da una certezza, per ciò che Ibra rappresenta anche a livello carismatico nello spogliatoio, sarebbe fondamentale.
TOCCA A GAZIDIS - Il gigante di Malmoe non può avere oggi le idee chiare sul proprio futuro, non può averle dopo aver ponderato a lungo se fosse opportuno o meno ripresentarsi in Italia a 9 anni dal suo addio per approdare in Francia e con tante incognite legate alle sue condizioni fisiche. Dubbi spazzati via dall'Ibrahimovic visto fino ad oggi, ma da qui a maggio sarà anche il corpo a dare le risposte che lo svedese chiede principalmente a se stesso. Soltanto dopo toccherà al Milan, sempre più nelle mani di Ivan Gazidis, trovare gli argomenti giusti per strappare un altro sì al suo campione. Il discorso economico, certo, ma anche un progetto tecnico che, stando alle recenti parole a La Gazzetta dello Sport del manager sudafricano - non potrà prescindere dalla presenza di elementi di esperienza da affiancare ai giovani sponsorizzati dalla linea del proprietario Elliott. "Prendetemi", grida Ibra: il Diavolo sarà capace di accontentarlo?