Eccola la svolta che sognava Spalletti. Perché l’Inter, sempre più pazza a prescindere da chi la guida, riesce a vincere una partita che stava perdendo, con una rimonta tanto inattesa quanto esaltante. Prima il gol del Tottenham con Eriksen, poi la splendida girata al volo di Icardi a 4’ dal 90’ e infine, ma proprio alla fine, in pieno recupero il colpo di testa del 2-1 di Vecino, guarda caso l’uomo che all’ultima giornata del campionato scorso aveva firmato il successo che valeva il quarto posto con il ritorno in Champions. Chi vince ha sempre ragione e l’Inter fa bene a festeggiare questo successo che le consente di lasciare il Tottenham a quota zero. Ma al di là del risultato è giusto sottolineare che l’Inter prima di ribaltare il risultato soffre troppo, per i meriti del Tottenham apparso più squadra, e per i limiti della squadra di Spalletti, troppo affidata ai colpi dei singoli, che non sempre possono riuscire come stavolta.

A prescindere dalla sconfitta contro il Parma, Spalletti modifica l’Inter perché Icardi è finalmente pronto a tornare al centro dall’attacco fin dal primo minuto. Alle sue spalle si rivedono Vecino al fianco di Brozovic, visto che Gagliardini non è in lista Champions e Politano preferito a Candreva sulla destra in linea con Nainggolan e Perisic. La novità più importante, però, è Miranda rilanciato al centro del reparto arretrato, per comporre una linea di tre difensori davanti ad Handanovic completata da Skriniar e De Vrij. In realtà Asamoah, quinto ritocco al posto di Dalbert rispetto a sabato, che dovrebbe partire in posizione più avanzata sulla sinistra si abbassa molto e così cambia poco. Il problema vero, però, non è il modulo ma la difficoltà di Skriniar a disagio nella insolita posizione di esterno allargato sulla destra, un po’ perché non è abituato a spingere sulla fascia e molto perché davanti a lui c’è il sudcoreano Son che lo mette ripetutamente in difficoltà e non a caso lo costringe al primo fallo da ammonizione dopo appena 21’.

Molto attenta e concentrata, e anche un po’ contratta a livello psicologico per l’importanza della partita e le tensioni seguite alla sconfitta contro il Parma, l’Inter cerca di attaccare ma anche con uomini diversi in ogni reparto, la manovra è lenta e senza fantasia. Politano e Perisic cercano invano di offrire cross al centro, dove Icardi è sempre troppo solo perché Nainggolan si avvicina a lui soltanto per cercare la conclusione da fuori area. Anche il Tottenham arriva da una sconfitta casalinga contro il Liverpool, ma la squadra di Pochettino conferma la sua superiore esperienza internazionale e soprattutto una chiara identità perché che si difende senza affanno e riparte in velocità. Così il primo portiere impegnato è Handanovic che devia una conclusione di Eriksen, mentre il suo collega Vorm rischia soltanto una volta quando evita l’autorete di Sanchez. E siccome Icardi sembra ancora convalescente, rimane questo l’unico brivido offerto, sia pure indirettamente dall’Inter, i cui giocatori non inquadrano mai la porta in tutto il primo tempo. E per fortuna dei nerazzurri Kane, il capocannoniere dei mondiali, perde l’attimo per deviare un pallone d’oro offertogli dal solito scatenato Eriksen, mentre Handanovic deve nuovamente intervenire per deviare un insidiosissimo cross di Aurier che chiude il primo tempo.

I fedelissimi di San Siro sperano in una ripresa migliore e invece, come contro il Parma, l’Inter va ancora sotto. Eriksen, ancora lui, sfrutta un rimpallo con Brozovic e costringe Handanovic alla respinta sulla quale il centrocampista danese è pronto ad avventarsi per indovinare il gran destro che si infila sotto la traversa, con la complicità di una deviazione di Miranda. Stavolta l’Inter reagisce e Perisic, smarcato da Politano, di testa impegna per la prima volta Vorm. Ma è troppo poco per spaventare il Tottenham che sembra ancora più sicuro, mentre l’Inter si perde con troppi cross spesso sbagliati. E allora Spalletti prova a cambiare proprio i due esterni, togliendo prima Perisic e poi Politano per inserire Candreva e Keita, mentre Pochettino toglie Son e Lamela sostituendoli con Lucas e Winks. In realtà non cambia nulla perché l’Inter continua a improvvisare, ma siccome il calcio è bello perché basta un attimo per vanificare tattiche e previsioni, ecco improvviso il pareggio con un gol tanto importante quanto spettacolare. Asamoah, il più continuo anche nei momenti più difficili, scodella dalla sinistra un cross perfetto per Icardi che da fuori area inventa una girata di destro al volo da campione. San Siro impazzisce e trasforma l’Inter che spinge come non aveva mai fatto prima e nel 2’ dei 4’ di recupero acciuffa addirittura una vittoria che sembrava impossibile. Vecino devia di testa un pallone corretto sempre di testa da De Vrij. E l’Inter può far festa, perché vincere partite così vale doppio.


TABELLINO

Inter-Tottenham 2-1
Marcatori: 53’ Eriksen (T), 85’ Icardi (I), 92’ Vecino (I)

Assist: 85’ Asamoah (I)

Inter (3-4-2-1): Handanovic; Miranda, de Vrij, Skriniar; Politano (dal 28’ Keita), Vecino, Brozovic, Asamoah; Nainggolan (dal 44’ s.t. Borja Valero), Perisic (dal 19’ s.t. Candreva); Icardi. All. Spalletti.

Tottenham (4-2-3-1): Vorm; Aurier, Sanchez, Vertonghen, Davies; Dier, Dembélé; Lamela (Dal 27’ Winks), Eriksen, Son (dal 18’ s.t. Lucas); Kane (dal 44’ s.t. Rose). All. Pochettino.

Arbitro: Turpin (FRA)

Ammoniti 21’ Skriniar (I), 38’ Sanchez (T), 42’ Perisic (I), 51’ Vertonghen (T), 82’ Vorm (T)