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Per quanti (quorum ego) amano il bel calcio, come antico loggionista del "Ferraris" debbo alzare epinici e inni gloriosi al nuovo Genoa di Aurelio Andreazzoli, un signore attempato e saggio che ha cancellato in poche settimane gli incubi che da anni perseguitavano il Vecchio Grifone. Talché sorprende fino a un certo punto la secca vittoria (ben oltre lo scarto minimo del risultato) sulla celebrata - troppo celebrata, a quel che si è visto a Genova - Fiorentina marchiata Commisso-Montella. Il 2-1 non rende giustizia al bellissimo match del Genoa, ispirato e "arrazzato" il giusto, che ha macinato alla distanza una Fiorentina ricca di talenti ma anche supponente e alquanto zoppicante nel settore difensivo, un neo già apparso nel match di apertura contro il Napoli. Un quarto d'ora iniziale e un quarto d'ora finale non bastano a scagionare la Viola. Mettiamoci pure la forza del Genoa e i peccati di gioventù di una squadra - quella di Montella, dico - che sarà destinata a crescere ma per adesso è un'incompiuta. Lo zero in classifica non aiuta, ma a mercato finalmente chiuso (con l'arrivo di Pedro) l'atmosfera si alleggerirà. E i risultati arriveranno. Il Genoa, dicevo, per lunghi tratti ha incantato, trascinando la sua gente all'entusiasmo. Centrocampo solido attorno al faro Schone, difesa attenta e raramente presa d'infilata, attacco agile e potente. Pinamonti e Kouamé si cercano e si trovano con frequenza, sono giovanissimi, quarantuno anni in due, e faranno molta strada.

Aria piacevolmente elettrica nello stadio-cantiere in ristrutturazione (tribuna stampa pollaio senza collegamento internet e penoso scaricabarile fra Genoa e società che gestisce l'impianto che poi è la Luigi Ferraris srl che fa capo alle due società cittadine), ma la festa rossoblù in avvio è comunque grande. Spariti i fantasmi del "Franchi", ultima giornata dello scorso torneo, il misero 0-0 figlio della paura che salvò viola e rossoblù e condannò l'Empoli guidato da Andreazzoli che oggi siede beato sulla panchina del Grifone. Vedete le piroette del calcio... Passerella dell'estroverso Commisso sotto la curvetta dei tifosi fiorentini prima dell'inizio. La Nord stracolma di umori e di tifo. Si gioca in una serata calda e umida, la platea è di circa 25mila anime.

Il Genoa è schierato col nuovo 3-4-1-2 di Andreazzoli che, in assenza di Saponara infortunato, prevede Lerager leggermente avanzato dalla linea dei centrocampisti, a ridosso delle due punte, Pinamonti e Kouamé. La linea difensiva a tre è formata da Romero, Zapata e Criscito. La Fiorentina risponde col classico 4-3-3 montelliano, Milenkovic e Pezzella sono i centrali di difesa,  Lirola e Ranieri i difensori esterni; in mezzo agiscono Castrovilli, Badelj e Pulga, il tridente è formato da Chiesa, Boateng e Sottil.

L'avvio è bruciante, palla gol per la testa di Pinamonti (cross di Ghiglione) che si svita fuori tempo sul cross da destra di Ghiglione, poi siluro incrociato di Sottil che fa venire i vermi a Radu. E poco dopo Chiesa si bene Romero in area ma allarga di un palmo il diagonale che non avrebbe lasciato scampo al portiere genoano. Ritmi forsennati, l'arbitro Giacomelli lascia giocare, mulinano i tacchetti gli assatanati contendenti, specie a centrocampo dove i tre viola (Pulgar, Badelj e Castrovilli) se la devono vedere con il quadrilatero genoano formato da Ghiglione, Radovanovic Schone e Barreca e reclamano il supporto di Ranieri a sinistra e Lirola a destra per pareggiare, almeno, le forze in mezzo al campo. Al 10' su calcio d'angolo il testone del lungo Radovanovic coglie il palo e sugli sviluppi dell'azione Zapata svetta dove nessuno può contrastarlo per l'1-0 che manda lo stadio in paradiso. Genoa in vantaggio.

Match bellissimo, folate di gioco di qua e di là, la Viola allarga su Chiesa e Sottil, Federico con finte, dribbling e scatti a ripetizione è una spina nel fianco di Romero ma non trova grande collaborazione a centroarea, Boateng è un finto nove di nome e di fatto. Dalla parte opposta il duo Pinamonti-Koumé imperversa con tagli e scambi di posizione che fanno venire il mal di capo alla difesa viola, alquanto impacciata nei movimenti brevi. E dove non arrivano gli attaccanti provvedono i centrocampisti con inserimenti puntuali e pungenti. Al 24' un destro dai 25 metri di Radovanovic costringe Dragowski a rifugiarsi in corner e quindi a prodursi in una "estirada" su tocco ravvicinato verso la porta dello stesso interno rossoblù. Il Genoa ha più gamba e più faccia tosta e macina gioco senza risparmio, imbucando palloni squisiti, come quello servito a Kouamé, anticipato in tuffo scivolato da Dragowski a 8/9 metri dalla porta. In cabina di regia Schone è un califfo e distribuisce con saggezza geometrica palloni fatati.

La Fiorentina è piuttosto accademica, ancorché tecnicamente più raffinata dei rivali. Poco prima della mezz'ora Criscito quasi sulla linea della propria porta ricaccia un pallone velenoso calciato da Ranieri e sfiorato, forse, da Chiesa. Non c'è un attimo di respiro, la partita resta bellissima e tiratissima e lo scontro tra Ranieri e Ghiglione (col viola a terra per un minuto) arriva a proposito per far tirare il fiato ai protagonisti dello spettacolo. E che spettacolo, al 42' il cross di Barreca per Pinamonti è un bacio Perugina, la mezza sforbiciata del centravanti è puntuale, Dragowski si arriccia e sale ad alzare il pallone oltre la traversa. Al riposo sull'1-0 per il Genoa e non c'è molto da aggiungere. Risultato figlio di una condotta di gara più ricca e sostanziosa rispetto ai ghirigori un po' stucchevoli della Fiorentina.

Ripresa. Montella manda a scaldare Ribery e Vlahovic e la Viola prova a forzare i tempi, 2' e Radovanovic sfiora l'autogol. La difesa del Genoa (un paio di sbavature già nel primo tempo) si abbassa eccessivamente e lascia qualche varco sugli esterni che né Chiesa né Sottil hanno l'estro per mettere a frutto. Federico, per dire, molla uno straccio bagnato fra le braccia di Radu (7') quando avrebbe dovuto servire Sottil a centroarea. Anche la difesa viola peraltro non si copre di gloria e sul settroe di sinistra patisce un paio di incursioni fulminanti concluse malamente dal Genoa. Al 13' Kouamé sporca malamente di testa solo come un albero nel deserto un cross perfetto di Pinamonti che chiedeva di essere spinto in porta. Montella allora mette mano a Dalbert (esordio in viola) togliendo il frastornato Ranieri. La Fiorentina passa al 3-4-3. E il Genoa passa sul 2-0. Al 20' lunghissimo rilancio con i piedi di Radu, sulla trequarti Kouamé doma alla grande il pallone, nessuno lo chiude e l'ivoriano avanza e spara un missile fra palo e portiere che Dragowski non può proprio neutralizzare. Fantastico! Ma Milenkovic e Pezzella dov'erano? Si sono aperti come un'ostrica andata a male.

Addio Viola, il Genoa imperversa, Dragowski compie un vero miracolo salvando su un missile di Lerager sbucato all'improvviso e subito dopo Radovanovic scheggia la traversa con una bordata dal limite dell'area, insomma in campo c'è solo il Genoa che si diverte ad infierire sull'avversaria ormai groggy. Ecco Ribery per Boateng e Vlahovic per Sottil. Ma è tardi. Entra anche Romulo (fischiato) per Ghiglione. Finita? Macché. Partita finisce quando arbitro fischia (Boskov dixit). Romulo aggancia in area la caviglia di Dalbert, Giacomelli non perdona e decreta il calcio di rigore. La trasformazione dello specialista Pulgar è come sempre perfetta. La Fiorentina si ritrova in partita senza sapere bene come né perché. Con un quarto d'ora da giocare la speranza rinasce.

Andreazzoli toglie Barreca per Pajac (esordio in rossoblù), servono forze fresche sugli esterni la zona in cui la Viola spenderà le ultime energie. Ecco Ribery, il suo destro radente è parato da a terra sul primo palo da Radu. Sussulti, non manovre organizzate. Il Genoa regge, tenta la replica, non è più il caso di parlare di tattica, si gioca all'impronta, confidando di pescare il jolly. Pinamonti guadagna la panchina, stremato. Tocca al vecchio pirata Goran Pandev, c'è fa tenere palla e far scorrere il tempo restante. Ultimo brivido da Chiesa che scheggia il palo di Radu. Sarebbe stata una beffa.



IL TABELLINO

Genoa-Fiorentina 2-1 (primo tempo 1-0)


Marcatori: 11’ pt Zapata (G); 20’ st Kouame (G), 31’ st rig. Pulgar (F).
Assist: 11’ pt Ghiglione (G).

Genoa (3-5-2): Radu; Romero, Zapata, Criscito; Ghiglione (26' st Romulo), Lerager, Schone, Radovanovic, Barreca (33' st Barreca); Kouame, Pinamonti (39' st Pandev). All. Andreazzoli.

Fiorentina (4-3-3): Dragowski; Lirola, Milenkovic, Pezzella, Ranieri; Castrovilli, Badelj (15’ st Dalbert), Pulgar; Chiesa, Boateng (27' st Vlahovic), Sottil (27' st Ribery). All. Montella.

Arbitro: P. Giacomelli di Trieste (A. Tolfo e L. Mondin. IV uomo Abbatista).

Ammoniti: 16' pt Romero (G), 45’ pt Criscito (G)