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    Il Benfica e il caso e-Toupeira: il perfetto capro espiatorio

    Il Benfica e il caso e-Toupeira: il perfetto capro espiatorio

    • Pippo Russo
      Pippo Russo
    Una stagione trionfale. Il Benfica si appresta a vincere con largo margine il 38° titolo nazionale e sfida l'Inter per guadagnarsi un posto nelle semifinali della Champions League. E comunque vada a finire sarà una stagione storica per le Aguias, capaci di sciorinare in campo un calcio di alto livello, di produrre talenti in serie attraverso l'accademia di Seixal e di pescare benissimo sul mercato estero come dimostra il clamoroso caso dell'argentino Enzo Fernández. Quest'ultimo, acquisito a luglio 2022 dal River Plate per 18 milioni di euro dopo una serrata trattativa di cui Calciomercato.com raccontò ai suoi lettori, e dopo un mondiale in Qatar che gli è valso il riconoscimento di miglior calciatore giovane del torneo, è stato ceduto a gennaio 2023 al Chelsea dietro pagamento della clausola rescissoria da 121 milioni di euro.

    Dunque per il club della Luz è un 2022-23 indimenticabile, fatto di successi a tutto campo. E fra i tanti ce n'è anche uno che mai verrà citato nell'albo d'oro della società encarnada né assegna un tangibile riconoscimento da inserire nella sua vasta sala trofei: l'uscita totale e definitiva dallo scandalo E-toupeira, che sul piano giudiziario si è concluso nello scorso mese di febbraio con due condanne (entrambe accompagnate dalla sospensione della pena) e un'assoluzione. Da quel procedimento giudiziario il Benfica e i suoi dirigenti apicali sono usciti strada facendo, nonostante l'evidenza e la forza del legame fra il club e la figura-chiave della vicenda: l'avvocato Paulo Gonçalves, che nel momento in cui lo scandalo esplode è indicato come consulente giuridico della società encarnada.

    Un'etichetta, quella di “consulente giuridico”, piuttosto scarna e limitante. Perché in quel momento Gonçalves è molto di più. È l'uomo delle faccende (diciamola così...), molto vicino all'allora presidente Luís Filipe Vieira. E continua a orbitare intorno al Benfica anche dopo che l'esplosione dello scandalo determina il suo allontanamento formale per ragioni di opportunità. Infatti nei mesi successivi al suo distacco dagli encarnados si scopre che l'avvocato Gonçalves si è trasformato in agente di calciatori e intermediario, a capo di una propria agenzia. E che in quel ruolo continua a essere pagato dal Benfica per le intermediazioni. Circostanza parecchio strana, sulla quale molto si può speculare a partire da un dato di fatto: che Gonçalves si prende carico di tutte le colpe del proprio agire, scagionando il Benfica. Un perfetto capro espiatorio. Alla fine della vicenda giudiziaria, lo scorso febbraio, sarà uno dei soli due condannati: due anni e mezzo di reclusione, pena sospesa, per un crimine di corruzione attiva. I suoi avvocati hanno immediatamente annunciato il ricorso in appello.
     
    LA TALPA ELETTRONICA - Ma quali sono stati i fatti al centro dello scandalo? Per rispondere bisogna risalire indietro di cinque anni. È marzo 2018 quando l'ennesima tempesta si abbatte sul calcio portoghese. La polizia giudiziaria effettua degli arresti, uno dei quali riguarda proprio Gonçalves, prelevato nella sua abitazione a Santarem. Curiosamente, negli articoli pubblicati in quelle ore Gonçalves viene definito “direttore del dipartimento giuridico del Benfica” (oltreché “braccio destro del presidente Vieira”), e non semplicemente “consulente giuridico”. Sul grado di formalizzazione di questo ruolo nell'organigramma del club si giocherà il (non) coinvolgimento del Benfica nel procedimento giudiziario. Fra gli altri soggetti toccati da quella prima ondata di provvedimenti giudiziari, due arriveranno fino in fondo alla vicenda. Si tratta di due funzionari informatici del ministero della Giustizia portoghese, José Silva e Júlio Loureiro (quest'ultimo, nei ritagli di tempo, fa anche l'osservatore arbitrale). Il primo verrà condannato, il secondo sarà assolto.
    Secondo l'accusa, Gonçalves avrebbe beneficiato di informazioni riservate su procedimenti giudiziari in corso, acquisite direttamente attraverso accesso non autorizzato al sistema CITIUS, la banca dati del ministero. Per questo l'operazione giudiziaria viene battezzata E-toupeira, che tradotto sta per “E-talpa”, cioè talpa elettronica o informatica.

    Stando a quanto riferiscono nell'immediato le fonti di stampa, queste informazioni illegalmente acquisite riguarderebbero non soltanto i procedimenti investigativi e giudiziari nei quali è coinvolto il Benfica, ma anche analoghe informazioni relative alle rivali storiche Porto e Sporting Portugal. Per ottenere ciò Gonçalves dà come cambio merci una serie di benefit, tutti quanti legati al Benfica: inviti di categoria VIP per assistere alle gare della squadra encarnada sia in casa che in trasferta, prodotti del merchandasing, maglie ufficiali della squadra. Ma dalle informazioni raccolte vengono fuori anche offerte di benefit di altro tipo. Per esempio, la prospettiva che un nipote di José Silva venga assunto dal Museu Benfica Cosme Damião, il museo del club intitolato al suo fondatore.

    Il Benfica si affretta a smentire questa voce così come ogni ipotesi di coinvolgimento nella vicenda. Sicché viene fuori una ben strana rappresentazione delle cose: il consulente giuridico del Benfica acquisiva informazioni riservate di natura giudiziaria sul Benfica e sulle principali rivali del Benfica, ma operava all'insaputa del Benfica e senza che il Benfica ne ricavasse beneficio. Pura curiosità personale. Così è e così sarà alla fine della vicenda giudiziaria. Che se si esaurisse entro questi termini sarebbe già strana parecchio. Invece le sue bizzarrie non si fermano qui. E continuano a ruotare tutte intorno all'avvocato Gonçalves.
     
    UN NUOVO AGENTE IN CITTÀ - Per il consulente giuridico l'allontanamento dal Benfica è inevitabile. E l'assenza di un ruolo formale nell'organigramma del club fa sì che le Aguias e i suoi dirigenti escano dal procedimento giudiziario. Quanto a subire conseguenze in termini di giustizia sportiva, non se ne parla proprio. Ma una volta separate le proprie strade da quelle del Benfica, che ne è dell'avvocato Gonçalves. Esce definitivamente dal mondo del calcio? Non esattamente. Già a febbraio 2019, cioè nemmeno un anno dopo l'avvio dell'operazione di polizia giudiziaria, viene reso noto che egli è entrato nel magico mondo degli intermediari calcistici.

    La federcalcio portoghese (FPF) pubblica il suo nome nel registro ufficiale degli agenti, come titolare di una società denominata Profute Consultoria Unipessoal LDA. E indovinate un po' con quale club lavora l'agente Gonçalves? Ovviamente col Benfica. A luglio 2019 la Profute intermedia il trasferimento di Luquinhas (calciatore che il club encarnado dava regolarmente in prestito, e che in passato ha militato anche nella Sicula Leonzio e nel Padova) al Legia Varsavia. Come sottolinea la stampa portoghese, Gonçalves entra nella trattativa come intermediario dalla parte del calciatore nonostante questi sia assistito da un'altra agenzia, Eurofoot BV, da lungo tempo. Ma la sua intermediazione si registra anche in occasione di un trasferimento di ben altra importanza: quello che porta l'attaccante paraguayano Darwin Nuñez dall'Almeria al Benfica. Ancora una volta Gonçalves entra nella trattativa come rappresentante del calciatore benché questi abbia un suo agente, Edgardo Lasalvia. E c'è addirittura chi intravede un suo ruolo nell'ingaggio, a aprile di un anno fa, del tecnico tedesco che sta guidando questa stagione di grandi successi, il tedesco Roger Schmidt. Ciò che tirerebbe in ballo Manuel Rui Costa, che da presidente del Benfica tiene assolutamente a marcare una discontinuità rispetto alla gestione del predecessore Vieira, di cui pure era un fedelissimo. Ovviamente il club smentisce e altrettanto fa l'intermediario che ufficialmente ha condotto le trattative per l'ingaggio del tecnico ex PSV Eindhoven, Daniel Lorenz. Volano anche gli annunci di querele che però rimangono tali. Quanto a lui, l'avvocato Gonçalves, non prende la parola su questa polemica. È abituato a parlare soltanto quando strettamente necessario. E durante l'intera vicenda E-toupeira non ha praticamente spiccicato parola in pubblico.
    (1. continua)
     

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