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Dalla Juve alla Juve, passando per l'Inter. Non potrebbe essere più simbolico, il compleanno di Stramaccioni sulla panchina nerazzurra. È la panchina che sembra un trono, finché Moratti ti tratta da Re. Invece diventa uno strazio, se il presidente ti considera solo un dipendente precario.

Esattamente un anno fa, l'Inter dei vecchi (e di Ranieri) aveva perso malissimo dalla Juve. Nella stessa domenica, l'Inter dei giovani (e di Stramaccioni) aveva vinto una competizione fino ad allora sconosciuta, ma che tanto assomigliava a una Champions League giovanile. Si era verificata, insomma, la combinazione perfetta per scatenare speranze e suggestioni.

C'era solo un piccolo imprevisto, o forse un ultimo esame da superare, per Stramaccioni: la tv. Era ospite a Sky Sport24, appuntamento promesso in caso di vittoria nella Champions-baby. Mezz'ora in studio con la Coppa in vista e il telefonino in tasca. Se la cavò bene, con astuzia: si atteggiò da Mourinho dicendo che non meritava di essere paragonato neanche lontanamente a Mourinho. Quando gli venne chiesto di Moratti, lo definì subito "il mio presidente".

Ultimo esamino superato: quella sera di fine marzo 2012, Stramaccioni diventò naturalmente allenatore nerazzurro. Ripensando alla sua favola, che però è una storia professionale ancora tutta da scrivere e decifrare, a Sky abbiamo titolato così: "C'era una svolta all'Inter...". E sabato ci sarà ancora la Juve.


Sandro Sabatini, giornalista e volto noto di Sky Sport 24, ha iniziato la sua collaborazione con Calciomercato.com.

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