La sentenza Uefa sul Milan è arrivata: pareggio di bilancio entro l'esercizio 2021 pena l'esclusione dalle coppe nelle successive due stagioni, trattenimento di 12 milioni di premi Uefa legati all'attuale Europa League e rose europee limitate a 21 giocatori per le prossime due stagioni. 

Chi si aspettava che da Nyon potesse arrivare uno sconto legato all'ingresso di un nuovo e solido proprietario è rimasto deluso. Evidentemente la Uefa è dell'opinione che aver fatto partecipare i rossoneri all'attuale (e poi rivelatasi fallimentare) stagione europea sia stata già una evidente mano tesa.

L'elemento certamente più significativo è il pareggio di bilancio imposto al 30 giugno 2021. I numeri dicono che negli ultimi anni il rosso di bilancio per il Milan è stato una profonda costante e, di solito, quando una società vuole cercare nuovo slancio per ripartire tende a fare investimenti in perdita o comunque non supportati dal livello dei ricavi. Vedi ad esempio la faraonica campagna acquisti di Fassone e Mirabelli.

Nel 2017-18 il Diavolo ha chiuso infatti con una perdita di 123 milioni di euro, al di fuori di ogni parametro Uefa. La stagione precedente si era chiusa con un rosso di 75 milioni, mentre nel 2015 e ancora prima nel 2014 le perdite registrate furono di 89 e 91 milioni.

Gli investimenti in giocatori fatti dal precedente amministratore delegato non hanno avuto l'esito sperato: la mancata qualificazione in Champions ha ampiamente ridotto il rubinetto atteso di euro dalla massima competizione europea. A fronte di questi investimenti i ricavi hanno faticato a superare la soglia dei 250 milioni di euro ed è probabile, a questo punto, che anche nell'esercizio in corso visti i 12 milioni trattenuti da Nyon e l'uscita prematura dall'Europa non si vada oltre quella linea.

Per questo motivo il riscatto di Higuain rischia di essere oneroso: 36 milioni da versare alla Juventus cui comunque aggiungere uno stipendio pesante, da quasi 18 milioni lordi.

Difficile capire quali potranno essere le prossime mosse di Elliott, di certo il pareggio di bilancio ad una data così ravvicinata rischia di essere una scure sulle possibilità di rilancio del club. Perché gli investimenti, soprattutto in una fase iniziale, hanno alta probabilità di generare perdite se la leva dei risultati sportivi e dei diritti tv non cresce.

Per questo è lecito pensare, come già visto nel caso della Roma per esempio, che la gestione sportiva e i ricavi da plusvalenze diventeranno un faro per il management della società.

Il turnover di giocatori in rosa probabilmente accelererà, alcuni verranno venduti per incassare subito a bilancio e altri verranno acquistati spalmando i costi sull'ammortamento. Costruire stabilità di rosa e di progetto non sarà semplice, visto il contesto. Per Maldini e Leonardo si apre probabilmente la fase più complicata. Da oggi in poi sbagliare acquisti sarà pressoché vietato. Ma sbagliare una vendita sarà forse ancora più grave.