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Difesa a 3, difesa a 4, modulo con due mezzali avanzate, con un trequartista o con tre attaccanti: non si capisce ancora bene come giocherà il Milan nel derby. A giudicare dai tanti esperimenti fatti in allenamento e dalle numerose variazioni delle prime 3 partite di campionato non lo sa bene ancora nemmeno Giampaolo.

E questa è la cosa più preoccupante. Ma su questo tema ci siamo già espressi e quindi continuiamo a invocare, anche a noi stessi, un po’ di sacrosanta pazienza. Tuttavia in mezzo a tante incertezze l’unica cosa sicura è che anche stavolta i “nuovi acquisti” partiranno dalla panchina.

L’impressione è che Giampaolo, ancora in attesa di trovare la fisionomia del suo Milan, voglia rompere il meno possibile equilibri e dinamiche già esistenti l’anno scorso. Ci aveva provato a Udine, con pessimi risultati. Quindi contro l’Inter, al di la del modulo, vedremo ancora una volta un Milan a metà tra Giampaolo e Gattuso. Ecco, ci auguriamo che della squadra di Rino, gli 11 che scenderanno in campo contro i nerazzurri, riescano a imitare la grinta e la voglia di lottare su ogni pallone.

È banale a dirsi, ma per non perdere il derby, umiltà e corsa devono per forza essere le nostre armi. Non mi faccio illudere dalla pessima prestazione in Champions contro lo Slavia Praga: in questo derby gli uomini di Conte rimangono nettamente favoriti e ci vorrà un’impresa per non perdere. Oltretutto fargli vincere il derby significherebbe accrescere ancora di più la loro compattezza e la consapevolezza di forza. In pratica perdendo li proporremmo davvero come favoriti per la vittoria del campionato: un motivo in più per fare una grande partita.

Con risorse che forse non abbiamo nemmeno. Ma ci dobbiamo provare. A questo proposito, sempre al di la del modulo e delle scelte, direi che sarebbe giunto il momento di buttare nella mischia da titolare Jack Bonaventura. Uno dei pochi che potrebbe davvero portare per mano il “suo” Milan a caccia dell’impresa.