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A far sognare in anticipo i tifosi del Milan ha pensato il Ceo del club Ivan Gazidis: "Siamo sempre in un processo di crescita, questo aumento dei ricavi vuol dire che abbiamo più possibilità per fare il mercato in grande. I soldi sono a disposizione per fare investimenti". Questione di priorità. Senza dimenticare un paio di punti cardinali: equilibrio e sostenibilità. 

PROGETTO - Il Milan campione d'Italia ragiona così. Con un occhio al campo e l'altro ai conti, per far andare di pari passo i risultati: "Se si crea un monte ingaggi su presunzioni che poi non si rivelano giuste, si mette in pericolo tutto l'equilibrio di una società. Noi, invece, vogliamo crescere in ogni area". Il Diavolo, secondo in Serie A dietro al Napoli capolista e vicino alla qualificazione agli ottavi di Champions, ragiona da tempo sulle prossime mosse di mercato. Rinnovi a parte (Leao, Bennacer, Kalulu), l'operazione rinforzi passerà inevitabilmente per l'attacco, con la dirigenza rossonera pronta a regalare a Stefano Pioli un nuovo numero 9 a cui affidare il futuro. 
DIVERSE PISTE - Da Elliott a Redbird, non cambia il modo di operare. Profili giovani e di prospettiva, in piena filosofia Milan. Per il reparto offensivo, sono diversi i nomi attenzionati in vista delle prossime sessioni di trattative. Armando Broja, classe 2001 nato in Inghilterra ma di passaporto albanese, è uno di questi. Il Milan ne ha già parlato con il Chelsea, che lo valuta sui 35 milioni e sta ragionando sul da farsi. Altro profilo seguito è quello dello svizzero Noah Okafor, 2000 del Salisburgo (che alla squadra di Pioli ha pure segnato al debutto stagionale in Champions). Il suo contratto con gli austriaci scade nel 2024 e c'è da battere la forte concorrenza del Leeds. E poi c'è Jonathan David, 22 anni, canadese del Lille. Ha detto di sentirsi pronto per il salto in un grande club. Quale, si capirà presto. Il Milan osserva e resta alla finestra.