Due uomini in fuga. Dalle responsabilità, dalle brutte figure. Il Milan naufraga, affogando in Coppa Italia sotto i colpi della Juve? Fassone e Mirabelli, coppia sull'orlo di scoppiare, latitano e si nascondono. Non una parola, non un intervento, non un messaggio. Uno qualsiasi: avrebbero potuto sostenere pubblicamente Gattuso e la squadra in vista della volata per l'Europa, oppure criticarli in modo aspro per cercare di dare una scossa all'ambiente. Non sarebbe stato importante il contenuto del messaggio, che ovviamente un valore lo avrebbe assunto, quanto il fatto di mostrare il faccione in televisione, sui giornali, sui siti: eccoci, siamo noi quelli che abbiamo preso quattro schiaffi in questa finale di Coppa, ma non molliamo, anzi rilanciamo. Macché: una pena.

In compenso hanno dato la parola a Donnarumma, facendolo intervenire per spiegare il suo stato d'animo dopo le due clamorose papere di mercoledì. Un ragazzo di diciannove anni, benché arricchito da un contratto multimilionario, esposto in pubblico mentre i due che hanno costruito questo piccolo Milan non si fanno vedere.

Restiamo convinti che il Milan l'estate scorsa abbia condotto un mercato logico, benché estremamente dispendioso. La sensazione è che la società non sia mancata allora (anche se acquistare calciatori con tutti quei soldi, spesso strapagandoli, non è così difficile), ma soprattutto durante la stagione, che ha gestito in modo spesso grottesco e ha accompagnato con le esternazioni a volte goffe di Mirabelli. Ora si trova sull'orlo del burrone: il rischio è che la squadra vada addirittura fuori dall'Europa, o comunque che sia costretta a tutta la trafila dei preliminari riservata a chi si piazza al settimo posto. Dopo avere speso 230 milioni.

A parlare, però, mandano un ragazzone di diciannove anni.

@steagresti