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Il Napoli di Mazzarri non è quello di Spalletti, ma vince con i cambi che hanno tradito Garcia

Il Napoli di Mazzarri non è quello di Spalletti, ma vince con i cambi che hanno tradito Garcia

  • Alberto Polverosi
    Alberto Polverosi
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Tremilaottocentoquarantadue giorni fa, il 19 maggio 2013, aveva lasciato il Napoli con una sconfitta: 2-1 contro la Roma di Andreazzoli. Il ritorno di Walter Mazzarri sulla panchina degli azzurri è stato molto più dolce: stesso punteggio, ma a suo favore, sul campo di Bergamo. Non avrà ritrovato il gioco, ma intanto il Napoli ha ritrovato la vittoria e questo per il ri-debuttante Mazzarri è un primo passo più che confortante. Domani sera si gioca Juve-Inter, ora i bianconeri sono a -5, l’Inter a -7 e fra una settimana è in programma Napoli-Inter. Si può riaccendere anche la speranza del Napoli mazzarriano, vediamo. La prima post-Garcia ha dato il risultato che De Laurentiis sperava anche per i cambi del nuovo/vecchio allenatore, determinanti nell’azione del gol: Cajuste ha intercettato il rinvio sbagliato di Carnesecchi, Osimhen ha fatto l’assist, Elmas il gol.

POCO CALCIO PER 44' - Atletica leggera, non calcio. Per 44 minuti è stata una bella sfida di atletica leggera con i giocatori di Atalanta e Napoli che correvano come forsennati, avanti e indietro, pressioni, aggressioni sul portatore di palla, progressioni con e senza palla, ma trattandosi di calcio c’era da restare stupiti per la pochezza del gioco, nonostante gli interpreti della sfida. Scadente tecnica individuale, assente quella collettiva. L’Atalanta, come al solito, marcava a uomo in tutto il campo riducendo spazio e autonomia a Lobotka con Koopmeiners, ad Anguissa con Pasalic e a Zielinski con Ederson. Non era semplice giocare in quella situazione di pressing totale e di sicuro il ct Spalletti, in tribuna, non avrà rivisto il suo Napoli. Quarantaquattro minuti con tanta corsa, un tiro di Olivera murato, un colpo di testa di Pasalic parato facile da Gollini, un gol di Rrahmani annullato dal var per fuorigioco, l’ammonizione di Mazzarri al suo rientro, l’infortunio di Zappacosta (si è fatto male commettendo fallo su Anguissa) con l’inserimento di Hateboer e quello assai più serio di Olivera: gli è ceduto il ginocchio sinistro, urla, lacrime, disperazione dell’uruguayano e via in barella. Finiti i terzini di sinistra (anche Mario Rui era infortunato), Mazzarri ha messo dentro Juan Jesus.

KVARA E LE TRE PALLE-GOL IN UNA - Al minuto 44 il gol di testa di Kvaratskhelia su cross di Di Lorenzo (errore di Scalvini) ha cambiato la partita. L’Atalanta ha risposto subito con Koopmeiners, ma l’ex Gollini ha fatto una paratona e in pieno recupero il Napoli ha costruito una tripla occasione con la stessa azione: Ederson ha cercato di dribblare nella sua area (ma mica si può fare), Politano gli ha rubato la palla, di tacco a Zielinski, scavetto davanti a Carnesecchi, guizzo e deviazione del portiere, botta di Di Lorenzo murata da Scalvini, botta di Politano respinta da Djimsiti, tutto questo ai bordi dell’area piccola, conclusione finale di Anguissa e ultima deviazione di Scalvini.

AGGANCIO LOOKMAN - Nell’intervallo Gasperini ha tolto Bakker, falloso e pigro (pizzicato due volte in fuorigioco di rientro), per far entrare Ruggeri a sinistra. In campo è entrata anche un’altra Atalanta. Identica per corsa, ritmo e intensità, ma differente nello sviluppo del gioco. Adesso era precisa, anche tecnica. Il Napoli faticava a contenerla e dopo 8' la squadra di Gasperini ha pareggiato con un colpo di testa di Lookman su cross di Hateboer. L’errore che ha dato origine all’azione del gol è stato di Juan Jesus, colpevole di un’uscita sbagliata su De Ketelaere un attimo prima del cross-assist di Hateboer.

IL RITORNO DI OSIMHEN - L’Atalanta non ha diminuito la spinta e questo ha spinto Mazzarri ad anticipare di qualche minuto il ritorno di Osimhen dopo 48 giorni di assenza. Col nigeriano è entrato anche Elmas per un doppio cambio in attacco, fuori Raspadori e Politano. Sarà la doppia sostituzione decisiva. Gasperini ha fatto debuttare in A il giovanissimo Giovanni Bonfanti che avrebbe dovuto occuparsi proprio di Osimhen. E mentre il ritmo della gara si stava leggermente abbassando, il Napoli è tornato in vantaggio. Carnesecchi ha sbagliato il rinvio, intercettato da Cajuste, appena entrato, palla a Osimhen e assist a Elmas tenuti in gioco da Bonfanti che ha tardato la risalita. Inutili gli inserimenti di Muriel e Scamacca, il Napoli si è portato a casa i tre punti.

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