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Il Napoli è di una bellezza infinita, l'Italia fa tris in Champions. A casa l'Eintracht e i suoi tifosi violenti

Il Napoli è di una bellezza infinita, l'Italia fa tris in Champions. A casa l'Eintracht e i suoi tifosi violenti

  • Alberto Polverosi
    Alberto Polverosi
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E ora siamo tre. Tre italiane fra le migliori otto d’Europa. La terza, in ordine cronologico, è la più forte, la più bella, la più vincente, il Napoli di Spalletti. Due a zero a Francoforte, tre a zero al Maradona, l’Eintracht ha retto quasi un tempo, poi è crollato sotto le bordate di Victor Osimhen, anche stavolta protagonista con un’altra doppietta. Un gol a fine primo tempo, un altro all’inizio del secondo, prima del tris finale su rigore di Zielinski. I malinconici tedeschi a casa insieme ai loro violenti tifosi.

OSIMHEN/1 - Si può cominciare dall’ultimo secondo di recupero del primo tempo per raccontare l’ultima impresa del Napoli, attesa perché il Napoli di quest’anno ha abituato la sua gente a serate come questa (serate tipo Francoforte), ma anche storica perché per la prima volta gli azzurri sono entrati fra le prime otto squadre d’Europa. Ultimo secondo del primo tempo, allora. Lobotka ha illuminato il Maradona con un tocco che avrebbe fatto applaudire anche Diego, un tocco di esterno come oggi potrebbe fare solo Modric, un passaggio che era una visione per Politano e sgombrava il campo da dubbi, piccoli timori e soprattutto dall’Eintracht. Lobotka ha aperto uno spazio che nessuno poteva vedere se non lui e consentito a Politano di crossare liberamente, dolcemente, perfidamente in mezzo all’area, dove Osimhen si è staccato dalla marcatura di Tuta, è salito sulla sua nuvoletta e di testa ha mandata la palla sull’altro palo.

ATTENZIONE E APPLICAZIONE - Il gol di Victor ha risolto una partita difficile per il Napoli. Difficile sul piano del gioco, con l’Eintracht nuova versione. L’andata aveva suggerito all’allenatore dei tedeschi di cambiare modulo e soprattutto atteggiamento. Due esempi. Il primo: dalla difesa a tre è passato alla difesa a quattro con i due terzini, Buta e Lenz, che spingevano, e poi tutta la squadra a pressare. Il secondo: il talentuoso Götze era il primo marcatore di Lobotka. Per la prima volta in questa stagione, il Napoli stava incontrando due problemi, non riusciva a recuperare palla nella metà campo avversaria e non riusciva a superare la prima linea di pressing dei tedeschi. Tanto sforzo, però, non ha mai permesso all’Eintracht di fare davvero paura a Meret. Al contrario, prima del gol per due volte, e sempre sull’asse Zielinski (partita magica)-Kvaratskhelia, il Napoli ha avuto la possibilità di segnare. In entrambi i casi, ha risolto Trapp (la seconda parata sul georgiano è stata miracolosa). Anziché emanare il solito splendore, il Napoli si faceva ammirare per attenzione, applicazione e organizzazione nella fase difensiva. E poi, al momento giusto, il suo fenomeno ha colpito ancora.

OSIMHEN/2 - Il gol ha piegato l’Eintracht, ha tolto ai tedeschi ogni energia e l’avvio della ripresa è stato profondamente diverso dal primo tempo. E’ partito Kim, con un anticipo pazzesco a metà campo, un attacco micidiale e un tiro in area uscito di poco. Il Napoli ha insistito, ora trovava finalmente gli spazi che di solito riempiono il suo calcio splendido. L’azione del 2-0 è stata la sintesi perfetta di quel calcio: recupero di Lobotka, palla a Kvaratskhelia, con uno dei suoi cross micidiali (si piega sul pallone e lo colpisce di interno destro per farne una parabola) ha raggiunto Politano, tocco verso il fondo per la sovrapposizione di Di Lorenzo, altro cross a pelo d’erba e Osimhen, in scivolata, l’ha messa dentro. Doppietta e di nuovo grande calcio, il Maradona era impazzito.

SENZA FERMARSI - Il Napoli ha qualcosa di magico, lo sappiamo, ha qualcosa di fanciullesco, si diverte a giocare a pallone come i ragazzini sui campetti dell’oratorio. Mancava più di mezz’ora alla fine, poteva riposarsi gestendosi. Macché, non ha smesso di giocare e di attaccare. Così Zielinski ha cercato di far saltare di nuovo la difesa tedesca, ma Sow l’ha agganciato in area. Rigore netto che lo stesso polacco ha trasformato nel 3-0. Era il 25° gol del Napoli in 8 partite di questa Champions, la media è superiore ai 3 gol ogni 90'. Siamo davanti a una squadra di una bellezza infinita.

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