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In Vaticano i cardinali sono riuniti in Conclave per eleggere il nuovo Pontefice. Per domani è attesa la prima votazione, il cui esito, dicono gli esperti, sarà una fumata nera. In tutto il mondo c'è un'enorme attesa per conoscere il nome del successore di Benedetto XVI, che lo scorso 11 febbraio ha annunciato la sua volontà di lasciare il pontificato, decisione divenuta effettiva il 28 febbraio. Anche dal punto di vista (marginale in questo caso) dello sport e del calcio in particolare, c'è curiosità per sapere chi siederà sul Soglio di Pietro
 
Di Joseph Ratzinger ricordiamo una riflessione sul calcio risalente ai tempi in cui era arcivescovo di Monaco di Baviera (LEGGI QUI: Il calcio secondo Benedetto XVI: libertà, lealtà, passione. E guai agli affaristi). Il predecessore, Karol Wojtyla, oltre a praticare alcuni sport (come lo sci), mostrò sempre un grande interesse per le attività sportive, incontrando durante il suo lungo Pontificato atleti di varie discipline provenienti da tutto il mondo. 
 
E ora, che rapporto avrà il nuovo Papa con lo sport? Lo chiediamo a don Antonio Mazzi, presbitero e scrittore italiano, impegnato in attività per il recupero di tossicodipendenti con la comunità Exodus. 
 
Don Mazzi, che è noto anche per le sue frequentazioni televisive e per la sua passione per il calcio (è un grande tifoso dell'Inter), ai microfoni di Calciomercato.com esprime più che altro un auspicio: "Io amo il calcio giocato dai papà e dai bambini, al parco, all'oratorio. Cosa c'è di più bello che vedere un papà che gioca con il proprio figlio? Quello per me è il calcio vero, quello che si può praticare senza spendere un soldo, con un pallone e un paio di sassi a formare una porta, in un prato, all'aria aperta. Ora invece vedo tanti bambini che passano le loro giornate davanti a un computer, senza contatti con la natura e senza interazione, nel gioco, con i loro genitori. E anche il calcio professionistico sta rovinando il ricordo di questo calcio di base, che non esiste quasi più".
 
Cosa si augura, quindi, in questa direzione, dal nuovo Pontefice?
"Spero che sia più semplice possibile. Che non appartenga alla Curia e che arrivi da un paese povero, magari dal Sud America. Spero che sia un Pontefice che riavvicini la Chiesa alla gente e alle cose semplici".
 
Fra i papabili più accreditati c'è anche un sudamericano, il cardinale brasiliano Odilo Pedro Scherer, mentre fra gli italiani ci sono Angelo Scola e Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, tifoso della Juventus e ideatore, tramite il Csi, della Clericus Cup (mondiale calcistico pontificio, organizzato dal Centro sportivo italiano, con il patrocinio dell'Ufficio sport della Cei, del Pontificio consiglio per i laici e del Pontificio consiglio della cultura del Vaticano). Se fosse Bertone il nuovo Papa?
"Bertone tifa Juve, sono sempre fortunati quei bianconeri lì...".