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Tre a due forever. A Praga, come a Brescia e Maribor. Dissipazione, sperpero sono le parole che vengono in mente. Quel che l'attacco crea la difesa distrugge. Pastore bollatraverse e d'altra parte la Fortuna (F maiscuola) era dalla parte dello Sparta Praga e si legge sulle sue magliette essendo lo sponsor. Si tratta (bella sorpresa) di un editore di libri scolastici. Ma la fortuna (f minuscola) è estranea a quel che succede nelle retrovie rosanero, dove l'errore è puntuale.

Eppure lo Sparta non era così duro come poteva sembrare dall'alto dei suoi 35 titoli. Un po' come la fama di duro del capitano Repka, 36 anni, ex Fiorentina e West Ham, 45 presenze in Nazionale. Tatuaggi, sguardo da film d'azione, mascella quadrata. Lo dipingono cattivo perché è stato espulso 17 volte. Ma a fare i conti della lavandaia sono divisi in 19 anni di attività: nemmeno uno a stagione.

Così è sembrato lo Sparta: duro ma finto, quadrato quanto vulnerabile. Squadra che ha vinto la Gambrinus Liga, il campionato ceco, per un punto sullo Jablonec, ma eliminata all'ultimo turno dei preliminari di Champions dagli ex compatrioti slovacchi dello Zilina. Non a caso il calcio slovacco è andato ai Mondiali e quello ceco no.

Il buon Rossi ha chiuso con due attaccanti e tre mezzepunte di cui la panchina abbonda. Giusto il turn-over, ma Glik fallisce la prova d'appello: non pare pronto per palcoscenici di questo livello. Così si ripete la storia di Brescia. I cechi oltre ai tre gol hanno combinato poco e niente; il Palermo ha costruito più occasioni da gol. Insomma una falsa Spartenza. Adesso il tema in casa rosanero è di non dissipare anche il morale.

(Giornale di Sicilia)