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    Il ritrovato Calabria, il gioiello Calafiori e Zappa, possibile rimpianto per l'Inter: terzini italiani alla riscossa

    Il ritrovato Calabria, il gioiello Calafiori e Zappa, possibile rimpianto per l'Inter: terzini italiani alla riscossa

    • Furio Zara
      Furio Zara
    Terzini italiani alla riscossa. Parliamo di una categoria protetta, che nei decenni felici ha fatto la fortuna della nostra nazionale e che da un po’ di tempo sembrava sparita. Qualcosa invece si muove. C’è una nuova generazione che si sta facendo largo, anche grazie ad allenatori che puntano su di loro perché - oggi più di ieri - il gioco si snoda sulle fasce e servono interpreti all’altezza. Sono giovani, promettono, bisognerà dar loro tempo: ma la qualità c’è.

    Il nome nuovo è sicuramente quello di Gabriele Zappa, terzino destro del Cagliari. Abbiamo volutamente scritto «terzino» perché - al di là della denominazione, chiamatelo pure esterno se vi garba di più - ci è sembrato che con questo termine si intendesse proprio quel ruolo antico, che il solito rimescolamento dovuto alle mode ha dimenticato. Invece il terzino ha una sua dignità e una sua specificità, anche tattica; tanto che oltre i vari Spinazzola (ha raggiunto uno spessore internazionale), Giovanni Di Lorenzo e Manuel Lazzari e in attesa del ritorno di un talento sfortunato come Andrea Conti (tutti i citati sono sopra i 26 anni); sta crescendo una pattuglia di terzini italiani che rinverdiscono la tradizione del nostro calcio.

    Zappa dunque: 21 anni il 22 dicembre, debuttante in Serie A dopo una stagione tra i cadetti a Pescara. Cresciuto nel settore giovanile dell’Inter, dalla terza giornata è titolare inamovibile, sforna assist con una facilità impressionante: già tre quelli che hanno portato al gol in questo inizio di stagione. Prorompente quando spinge, da calibrare nella fase difensiva: per l’Inter è già un rimpianto, l’ha lasciato praticamente andare (l’obbligo di riscatto ce l’ha il Cagliari). A Cagliari - sulla sinistra - c’è anche Alessandro Tripaldelli, in verità il più acerbo di tutti: ha 21 anni ma da professionista ha disputato più partite nelle nazionali giovanili che nei club in cui ha militato: 2 presenze con gli olandesi del Pec Zwolle, 3 a Crotone in B, 2 a Sassuolo l’anno scorso, già 5 quest’anno a Cagliari. Il suo percorso professionale ci dà conferma di una stortura italiana e delle poche occasioni che vengono date ai nostri ragazzi. Nel settore giovanile della Juventus, dove è cresciuto, parlavano di lui come del «Nuovo Grosso». Vedremo se il tempo darà ragione a chi ci ha creduto.

    Ha trovato invece la sua definitiva affermazione Davide Calabria, 24 anni appena compiuti (il 6 dicembre). Ha esordito in A sei anni fa ma il suo percorso al Milan è stato un’altalena, tra promesse e incomprensioni. Oggi Calabria forma con Saelemaekers la cerniera di destra più solida del campionato. E’ un terzino d'assalto come ce n'erano negli anni ’70, gli mancava l’autostima (l’ha trovata) e la fiducia (gliel’ha data Pioli). Coetaneo di Calabria è Simone Bastoni, che deve a un incontro del destino - quello con Vincenzo Italiano - la sua trasformazione. Era una mezzala, una delle tante; il tecnico ha arretrato il suo raggio d’azione e l’ha spostato nella linea dei difensori, libero di scorrazzare a sinistra. Due assist quest’anno, il più bello quello per il gol di Gyasi, contro il Cagliari. La carriera di Bastoni sembrava arenarsi tra B e C, ma l’occasione è arrivata anche per lui.

    Così come per Tommaso Augello, 26 anni, terzino sinistro che ha conosciuto la A solo l’anno scorso. Tre anni alla Giana Erminio, due allo Spezia, un medio cabotaggio che poteva durare per sempre non fosse arrivata la Sampdoria. Oggi Augello è un punto fermo nella squadra di Ranieri. Ha un buon palleggio, facilità di corsa, cross sempre in canna e tiro dalla distanza (come dimostra il bellissimo gol segnato alla Lazio a metà ottobre). Nelle movenze può ricordare - per chi ha vissuto quel periodo - l’Alberto Di Chiara di Fiorentina e Parma negli anni ’90. Una segnalazione infine la meritano Gianluca Frabotta (21) che ha trovato un allenatore (Pirlo) che lo stima, Federico Dimarco (23 anni) del Verona, scuola Inter pure lui, buona resistenza e lancio preciso e il terzino sinistro Riccardo Calafiori, gioiellino giallorosso che a soli 18 anni ha già fatto parlare di sé in Europa League.

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