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E' il capocannoniere della Serie A, o meglio lo sarebbe se non si tenesse conto dei calci di rigore: già arrivato a quota 11 segnature, l'attaccante del Torino Ciro Immobile sta vivendo una sfida autentica con gli avversari ed una amichevole con un compagno, il partner d'attacco Cerci (autore di appena 1 gol in meno rispetto all'attaccante napoletano).

ESPLOSIONE - Quella di Immobile è stata una vera esplosione: a secco nei primi 6 turni di campionato, è riuscito a sbloccarsi subito dopo il derby di Torino e da allora non si è più fermato: in sole 14 presenze è riuscito nell'impresa di realizzare i suoi 11 gol. Quase tutte le sue reti hanno una caratteristica in comune: sono marcature bellissime, di una tale varietà tali da dimostrare che il giocatore ha un repertorio estremamente ampio, come confermato dalle fughe solitarie di San Siro e Reggio Emilia, oppure dal missile da 30 metri infilato al Chievo o ancora dai tocchi di rapina contro Livorno e Udinese.

RENDIMENTO DA NAZIONALE - Fa reparto da solo, vede la porta con facilità, si sfianca in un lavoro senza sosta per aiutare la squadra: è il prototipo della prima punta moderna, e non è possibile pensare che Claudio Prandelli non lo stia tenendo d'occhio per i Mondiali. Fra gli attaccanti d'area, con un pesante punto interrogativo che balla sulla testa del povero Giuseppe Rossi, solo lui oggi può pensare di insidiare Gilardino quale alternativa all'intoccabile Balotelli. E così come il ct, anche diversi osservatori stranieri lo hanno notato: nessuno si è fatto ufficialmente vivo, ma il suo agente Sommella è ben a conoscenza del gradimento espresso dagli emissarei inglesi dell'Aston Villa come da quelli spagnoli della Real Sociedad. Si è anche vociferato – in assenza di conferme – di club ben più quotati sulle tracce di Immobile. L'ex attaccante della Juventus voleva dimostrare a chi non ha creduto in lui di essersi sbagliato, e nella sua nuova realtà si trova quanto mai a proprio agio.

FUTURO INCERTO - Il suo destino però è in bilico, e lo è fra le due squadre di Torino: mai a nessuno era accaduto di trovarsi in comproprietà fra i granata e la Juventus, considerando che le due società non hanno mai amato chiudere affari sul mercato. Il passaggio di Ogbonna in bianconero ha però aperto come mai prima il canale tra i due club; proprio nella complessa cessione del difensore è entrato Immobile: due frutti dei rispettivi vivai si sono scambiati la maglia con le quali erano cresciuti, e la metà del centravanti è stata valutata ben 2,75 milioni di euro. Il riscatto è già stato fissato: Cairo avrà la possibilità di riscattare l'intero cartellino del partenopeo versando altri 3,25 milioni nelle casse degli Agnelli, per una valutazione complessiva di 6 milioni.

AFFARE COMPLICATO - La sua valutazione è sicuramente bassa, considerando che parliamo di un ragazzo che viaggia sui livelli attuali e che fra pochi giorni compirà 24 anni. L'accordo tra le società sta in un gentlemen's agreementper sua natura vincolante sino ad un certo punto - e risiede anche nei rapporti fra le due proprietà, decisamente ottimali: difficile ipotizzare che i bianconeri vogliano forzare troppo la mano alzando eccessivamente le pretese (nè tantomeno arrivare ad improbabili buste), non foss'altro per non pregiudicare i rapporti di cui sopra. Già, perchè gli affari che Marotta intende portare avanti con il collega Petrachi non sono finiti: in cima ai pensieri juventini c'è Alessio Cerci. E chissà che, così come la prima metà di Immobile era diventata del Toro grazie ad Ogbonna, la seconda non possa farlo con un'altra dolorosa – per parte granata –  cessione. I tifosi del Torino si augurano non sia necessario, per quanti siano tutti pazzamente innamorati di Immobile, che ai meno giovani ricorda addirittura un certo Ciccio Graziani.