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    Improta a CM: 'L'Inter nel '71 ci derubò. Benitez deve vendicare il Napoli'

    Improta a CM: 'L'Inter nel '71 ci derubò. Benitez deve vendicare il Napoli'

    • Giovanni Scotto
    Uno degli episodi più 'scottanti' del calcio di una volta risale al 21 marzo del 1971. A San Siro si sfidano quella che viene ricordata come una delle Inter più forti di sempre e l'arrembante Napoli di Zoff, Sormani, Altafini, Improta e Juliano. Era la 22esima giornata e gli azzurri sognavano l'aggancio al Milan capolista per conquistare lo scudetto. Napoli 29, Inter 31 e Milan primo con 32 punti. Una sorta di spareggio. Gli azzurri segnarono con Altafini nel primo tempo, e le cose sembravano mettersi bene perché Burgnich fu espulso dall'arbitro Gonnella per fallo su Umile. Eppure qualcosa cambiò: nella ripresa molte scelte dell'arbitro furono contestate, e l'Inter rimontò con Boninsegna su rigore, che poi segnò ancora su azione. Una vittoria clamorosa, che tagliò fuori gli azzurri dalla corsa allo scudetto. Tantissime le proteste, col Napoli che accusò l'Inter di aver esercitato pressioni sull'arbitro nell'intervallo. E lo stesso Mazzola ammise poi di essere andato dal direttore di gara a parlare. Alla vigilia di Inter-Napoli quell'episodio ancora brucia. Calciomercato.com ha contattato in esclusiva uno dei protagonisti di quel 21 marzo infuocato, Gianni Improta, tra i giocatori più importanti della storia del Napoli, detto 'Il baronetto di Posillipo' per la sua classe in campo. A lui chiediamo come oggi si colloca questa sfida attraverso il profilo dei due allenatori.

    Improta, Inter-Napoli è sempre una grande sfida. Forse oggi non ci sono grandi spunti ma ci siamo accorti che quell'episodio del '71 brucia ancora...
    "Certo che brucia. Siamo stati derubati! Personalmente aspetto sempre Inter-Napoli con passione e rabbia, perché mi si apre una ferita. Nell'intervallo di quella partita successe qualcosa di assurdo, e le decisioni dell'arbitro Gonnella nel secondo tempo furono incomprensibili. L'Inter ribaltò quel risultato con una rimonta a dir poco discutibile. Ci fu tolta la possibilità di vincere lo scudetto, evidentemente per decisioni prese più in alto di noi".

    Con l'Inter è sempre una partita sentita, ma stavolta in palio non c'è niente...
    "Il Napoli ha vinto solo otto volte a San Siro, ci sarà un perché. Secondo me le motivazioni ci sono sempre. Gli azzurri e Benitez devono 'vendicare' quel torto di tanti anni fa, quella ferita aperta: ma al di là del passato c'è un terzo posto da blindare. Anche l'Inter ha le sue motivazioni, a cominciare dalla voglia di Mazzarri di far bene contro il Napoli e contro Benitez".

    A proposito, come vede la sfida tra i due allenatori?
    "Considero Mazzarri un bravissimo allenatore, molto valido. Certo, ha un po' i paraocchi, tatticamente parlando. Personalmente preferisco Benitez, mi dà più soddisfazione anche come personaggio. Anche lui, però, come tutti gli allenatori in gamba a volte è un po' integralista. Di Mazzarri mi piace come prepara le partite, Benitez adotta un modulo offensivo, ma che ogni tanto potrebbe variare".

    Proprio Benitez disse che la mentalità non si compra al mercato. Che ne pensa?
    "Credo che abbia ragione. I giocatori dovrebbero sempre trovare da soli le motivazioni e la giusta mentalità per affrontare ogni avversario. La mentalità vincente, lui si riferiva a questo, fa parte della cultura e del carattere. Si acquisisce portando in squadra elementi di spessore e personalità. Benitez ha detto questo, però credo anche che lì dove il tecnico evidenzia difetti di personalità deve intervenire e metterci del suo per inculcarla nei suoi giocatori. Una via di mezzo, quindi, anche se ho la sensazione che Benitez voglia dei giocatori importanti".

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