La prima volta non si scorda mai. Un grande classico che va sempre bene, adatto anche a questa circostanza. Più che altro perché questa prima volta, Chievo-Juve, è già diventata una lezione da imparare a memoria. Per Cristiano Ronaldo e tutta la formazione di Max Allegri. Una partita che è servita a CR7 per capire cosa sia il campionato italiano, nel bene e nel male. Una partita per prendere le misure e far già intravedere a tutto il campionato cosa voglia dire essere e avere Cristiano Ronaldo.

LA LEZIONE – Difese chiuse, blindate, cattive. Come in Spagna o in Inghilterra non se ne trovano. Anche se contro c'è la una delle squadre candidate per retrocedere e meno attrezzate almeno tecnicamente di tutta la serie A. Nessuno regala niente, che sia un centimetro o un minuto. E nessuno vuole sprecare l'opportunità di avere a che fare con sua maestà CR7.

LA REAZIONE – E Cristiano Ronaldo dal canto suo, dopo un primo tempo trascorso a non trovare spazio tra le maglie del Chievo ha capito che serviva qualcosa di più per evitare la prima figuraccia della stagione. Ha cambiato atteggiamento e posizione, mettendosi in proprio per portare fuori dal pantano la Juve che senza nemmeno capire come si era ritrovata a dover inseguire il Chievo. Non è arrivato il gol, la Juve ha vinto lo stesso. Ma ha già mostrato sprazzi del vero Ronaldo. La prima è andata, ed è andata bene. Perché alla fine è arrivata la vittoria. Proprio alla fine. Ecco, Cristiano Ronaldo ha capito anche questo: “fino alla fine” non è solo un motto da stampare su alcune magliette, è una mentalità che ha portato fin qui a sette scudetti di fila. Per la Champions, però, servirà (anche) CR7.

@NicolaBalice