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Sabato 2 marzo, ad Aberdeen in Scozia, l’International Football Association Board (IFAB) si è riunito per il suo Annual General Meeting (AGM). Probabilmente avrete già letto da qualche parte le principali modifiche del regolamento annunciate pochi giorni fa dai guardiani del calcio. Non è dunque mia intenzione rifarvi l’elenco di tutte le novità che entreranno in vigore dalla prossima stagione. Vorrei piuttosto prefigurare con voi, immaginare con voi o per lo meno indirizzare la vostra attenzione sulle implicazioni tattiche che discenderanno con grande probabilità da queste modifiche. Da una, in realtà; mi correggo. Oggi parliamo di rimesse dal fondo, pressing e tattiche d’inizio azione. Nel finale, poi, se avanzerà del tempo, guarderemo un fatterello di Napoli-Juventus, deviando sul futuro dei calci piazzati.  
 
IL CASO PELLISSIER – Ricordate il gol annullato a Giaccherini in Chievo-Fiorentina? Partiamo da qui. Sulle prime deve esser stato assurdo per il pubblico del Bentegodi vedersi invalidare un gol come questo, nato da una forte pressione dei clivensi su un calcio di rinvio degli ospiti, ma senza il benché minimo contatto illecito da parte degli uomini di Di Carlo. Senza insomma palesi infrazioni. Inizio azione: Lafont per Hugo, Pellissier in aggressione, Hugo che ritorna da Lafont, Lafont che di prima stecca e consegna un cioccolatino a Giaccherini: diagonale secco da pochi metri, gol, festeggiamenti. Dopodiché il Var chiama. 



L’arbitro Chiffi annullò la rete per l’ infrazione di Pellissier che vedete qui sotto. Un’esagerazione? No, il regolamento. Pellissier non poteva tagliare lo spigolo dell’area di rigore prima del tocco di Hugo. Avrebbe dovuto aggirarla. E questo dovranno fare ancora lui e tutti gli altri attaccanti in situazioni simili almeno fino a giugno, perché si cambierà soltanto a partire dalla prossima stagione.
 


LA REGOLA E LA TATTICA – Il pallone sarà subito in gioco dopo la rimessa del portiere (o chi per lui). Qualcuno a questo punto potrebbe immaginare qualcosa di simile al fallo laterale, con marcature strette nei dintorni (dentro e fuori area) per contrastare l’uscita facile del pallone. Non sarà proprio così. Se i giocatori in possesso potranno infatti farsi vedere e ricevere dentro l’area il rinvio dal fondo, gli attaccanti avversari dovranno attendere quantomeno il tocco di chi rinvia. Potranno quindi precipitarsi in area mentre il primo passaggio è in atto, cosa che al momento non possono fare. Il gol di Giaccherini dunque sarebbe valido, innocente la corsa di Pellissier. Anzi, Pellissier potrebbe “mangiarsi” o tagliar fuori tutta l’area che vuole. Dunque cambieranno i tempi di aggressione? Cambieranno le traiettorie di pressione nelle contrapposizioni a inizio azione? Cambieranno le posizioni di partenza da parte di chi imposta? Anche la più piccola modifica, come vedete, può creare nuovi problemi, e di conseguenza suggerire piccole nuove idee.   

Occorre ricordare innanzitutto che non tutte le squadre cominciano a palleggiare corto dalla rimessa del portiere. Alcune optano per il rinvio lungo in determinati momenti o contesti. A Madrid ad esempio, l’Ajax tanto elogiato in questi giorni la sparava sempre avanti con Onana. Nell’ultimo Atalanta-Fiorentina, né la Dea né la Viola si azzardava a partire dal portiere col fraseggio corto. Le implicazioni tattiche di cui parlo saranno dunque più visibili e riguarderanno soprattutto le formazioni più propense a questa modalità di inizio azione corta e ragionata.
 
2 MARZO, BERARDI – Domandiamoci ora chi trarrà più vantaggio dalla modifica del calcio di rinvio: chi pressa o chi imposta? Non è scontato come sembra. Per rispondere, valutiamo altri episodi recentissimi, che risalgono all’ultima di campionato. Sabato 2, il giorno dell’ AGM dell’IFAB, il Sassuolo di De Zerbi ha perso a Milano 1-0. Nei primi minuti della gara, Berardi commetteva la stessa infrazione di Pellissier (che infrazione peraltro non sarà più). Vale la pena di osservare attentamente il posizionamento dei giocatori di entrambi gli schieramenti, prima dello start di Donnarumma. Perché i giocatori rossoneri si trovano precisamente lì e non altrove? Perché i tre attaccanti del Sassuolo stanno stretti in partenza? Non sono contrapposizioni casuali, da una parte c’è un’intenzione precisa di pressing e dall’altra un’intenzione altrettanto precisa di inizio azione. Ecco, entrambe queste intenzioni, degli uni e degli altri, dipendono, discendono in qualche modo dalla regola attuale. Oggi come oggi il luogo più sicuro per ricevere un pallone corto dal portiere al momento della rimessa dal fondo è quello ricoperto dai due centrali rossoneri. Perché? Perché tra loro e gli esterni del Sassuolo (Boga e Berardi) c’è un ostacolo: lo spigolo dell’area da aggirare. Dunque c’è più spazio e più tempo per ricevere. Se infatti Boga o Berardi si piazzassero subito rispettivamente su Musacchio o Romagnoli in questa stessa situazione, si aprirebbero di conseguenza linee di passaggio centrali o diagonali, e Boga e Berardi verrebbero subito saltati.  



Quando però il portiere avvia l’azione da una parte o dall’altra, gli attaccanti avversari, se pressano, pressano di conseguenza; e così fa Berardi. La corsa di Berardi però non può essere dritta, cattiva sull’uomo o sul pallone. E’ una corsa a gomito, una pressione condizionata da un ostacolo. La traiettoria infatti più naturale e intuitiva (quella segnata in giallo) corrisponde, secondo l’attuale regolamento, a un’infrazione. Il difensore che non può entrare in area a ricevere un passaggio più comodo e corto è comunque protetto da questo cavillo. 



Berardi però si fa prendere dalla foga e all’ultimo “taglia”. Si torna a battere. 



Con la nuova regola il giocatore in pressione non sarà più condizionato e potrà così lanciarsi in direzione dell’uomo o del pallone leggendo la postura del corpo del portiere appena prima del rinvio. Se tutto questo avvantaggia decisamente chi pressa, bisogna considerare anche la possibilità per chi riceve di ricevere il passaggio dentro l’area e non più soltanto dal limite. Il nuovo equilibrio fra impostazione e pressione si raggiungerebbe dunque così.
Di solito un portiere posa il pallone o a destra o a sinistra nell’area piccola (può metterlo in realtà dove vuole all’interno della stessa). Così facendo il centrale lato-palla riceve un pallone più corto e rapido, mentre il centrale opposto (con le regole attuali) un pallone più lungo e dunque più “leggibile” e “attaccabile”. Con la modifica che entrerà in vigore dalla prossima stagione il centrale lato-debole potrebbe per questo accorciare la distanza del passaggio del portiere entrando in area e andandosi a posizionare lungo il lato corto più vicino dell’area piccola. Oppure potrebbe abbassarsi persino un centrocampista, in quella stessa zolla, oppure sotto il dischetto. Di conseguenza si potrebbero creare a catena ‘nuovi’ automatismi per l’uscita del pallone, così come nuove linee di passaggio tutte da scoprire e sperimentare.  
 
3 MARZO, BERNARDESCHI – Guardate ancora la posizione di Bernardeschi nei minuti iniziali di Napoli-Juventus. E dove posa il pallone Meret per ovviare al problema che indicavo appena qualche riga sopra. Sicuri che una corsa dritta e forte come quella che si appresta a fare Bernardeschi su Koulibaly fuori dall’area (Koulibaly la giocherà di prima direttamente in fallo laterale..), non otterrà gli stessi effetti/vantaggi anche dentro l’area, qualsiasi sia il punto di ricezione dell’avversario in possesso? 



RIMESSA DAL FONDO E NON SOLO.. – Sotto, un altro caso: Meret batte una punizione difensiva in area, dopo aver subìto fallo da Emre Can. Maksimovic, forse ignaro della regola attuale (che proibisce di ricevere in area anche da punizione e non solo da calcio di rinvio), si smarca sul lato corto dell’area piccola, riceve e la gioca ad Allan. Mandzukic si ferma indicando all’arbitro l’irregolarità. Rocchi giustamente fa ripetere. Tutto ciò si potrà fare in futuro, ma non senza prendersi grandissimi rischi, forse ancora più grandi di quelli che difensori e centrocampisti si prendono oggi. E se Mandzukic iniziasse a pressare forte proprio da lì, dal punto più vicino del lato corto dell’area grande, orientando verso il centro il passaggio di Maksimovic? E se al posto di essere blanda la pressione su Allan fosse molto più decisa? 



IL GOL DI PJANIC, LA MOSSA DI CHIELLINI – Infine una provocazione: non è che per caso l’espulsione di Meret ci ha distratto un po’ tutti da un fatterello di poco successivo? Sto parlando dell’ostruzione di Chiellini ai danni di Zielinski al momento della punizione di Pjanic. Dapprima un affiancamento innocuo in barriera. Del tutto a norma stando alle regole di oggi. 



Poi un gomito esperto a impedire all’avversario di saltare, e la palla di Pjanic che sorvola il polacco bloccato. Ecco, l’IFAB, tra le altre, ha annunciato anche una modifica relativa ai calci piazzati. Trucchetti di questo genere non saranno più possibili dato che, dalla prossima stagione, gli attaccanti dovranno stazionare a non meno di un metro dalla barriera, evitando così azioni di disturbo particolarmente efficaci.