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E’ Insigne il miglior giocatore italiano. Meglio di Bonucci, che con il suo passaggio al Milan ha incrinato le certezze della gerarchia del Potere in Serie A; meglio di Verratti che rimane una favolosa anomalia che mai però si è misurata con il nostro campionato; meglio di quel Buffon che rimarrà nella storia ma sta uscendo dalla cronaca. Il migliore di tutti, Insigne. In questo momento storico, nessuno sta giocando con la sua continuità, la sua leggerezza, la sua incisività. Nessuno è padrone del proprio destino come Lorenzo il Magnifico, principe di un Napoli a cui Sarri (applausi) sta facendo fare il salto di qualità definitivo. A 26 anni ha trovato la maturità che cercava da tante stagioni.

Il Napoli gioca a memoria, Insigne è la memoria (storica) del Napoli. E’ il suo hard-disk. Sostenuto da un talento limpidissimo, ma questo era già noto fin dalla notte dei tempi, insomma fin dai tempi del Pescara di Zeman; Insigne sembra aver finalmente trovato il pulsante di accensione per diventare il nostro piccolo fuoriclasse. Ha depurato le sue giocate dell’inutile bagaglio di orpelli che qualche anno fa lo zavorravano, si limita a fare l’essenziale. Lo fa in modo straordinario, perché ha piedi che suonano e un know-how di conoscenze tattiche che Sarri gli ha insegnato. E’ uno spettacolo vederlo calciare (il gol a Nizza è un colpo di biliardo), alzare la testa per cercare il compagno da lanciare in profondità, duettare con Callejon o Mertens; ma è bellissimo - questa è la novità - vederlo mentre si muove senza palla. Ha trovato un’armonia che lo rende unico, speciale, insostituibile. Ventura prenda nota: se c’è un uomo in grado di scardinare la Spagna nella sfida decisiva verso il Mondiale di Russia che andremo presto ad affrontare, beh, quell’uomo è Lorenzo Insigne.
Il segreto del suo successo è la diversità, quella diversità che lo rende speciale. Se da qualche parte - oggi - esiste l’essenza del calcio, è lì, è tra i piedi di Insigne che ha preso residenza. Ha detto Lorenzo dopo la notte di Nizza che ha aperto al Napoli le porte del salottino della Champions: “Il Barcellona è il sogno di tutti, ma ora penso al Napoli”. Dichiarazioni da catalogo, non avrebbe potuto dire niente di diverso; ma la suggestione è fortissima. Insigne - pensateci - sembra fatto per giocare nel Barcellona. E’ naturale che l’azzurro stimoli la fantasia dei dirigenti blaugrana ancora in stand-by nel tentativo di riempire il vuoto lasciato da Neymar. Il problema è che Sarri ha trasformato il Napoli in un piccolo-Barça. E allora in questo momento - ne siamo convinti - Insigne ha la certezza assoluta di essere l’uomo giusto al posto giusto.