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Troppo facile. Criticare Samir Handanovic oggi, dopo la papera clamorosa della gara contro il Torino che ha regalato a Belotti il gol del momentaneo 1-0, sarebbe davvero troppo facile. E nel giorno in cui il numero uno nonché capitano dell'Inter ha compiuto 36 anni, infierire su un errore così palese e così lontano dai suoi standard sarebbe ingiusto per quanto fatto dal portiere sloveno nel corso delle ultime 7 stagioni in cui, a più riprese, ha tolto il club e i vari allenatori che si sono susseguiti in panchina da numerosi e differenti impicci. 
 
DIFFICILE SOSTITUIRLO - Troppo facile puntare il dito sull'errore, meno semplice, oggi, è iniziare ad analizzare il quadro complessivo, il rendimento stagionale, o meglio delle ultime due stagioni in nerazzurro e provare a ragionare con uno sguardo al futuro. Sì perché il rendimento di Handanovic non è più, ovviamente per l'avanzare dell'età, lo stesso di qualche anno fa, quando era nel pieno della propria carriera. Gli errori sono sempre rarissimi, ma iniziano ad essere tante le imprecisioni e l'impressione di una "gestione" degli interventi al risparmio. E se sottolineare la papera sul gol di Belotti è ingiusto per lui, non lo è guardarsi attorno sul mercato. Tutto con la consapevolezza che per Marotta e Ausilio pensare di trovare sul mercato un sostituto alla sua altezza sarà difficilissimo.

L'ORA DEL RICAMBIO - Già nel corso della prossima stagione qualcosa cambierà. Handanovic rinnoverà il suo contratto, ma arriverà per restare in rosa il promettente Andrei Radu con Daniele Padelli che scalerà nel ruolo di terzo portiere. Ci sarà più concorrenza, come è giusto che sia, ma basterà? La sensazione è che, nonostante Radu abbia dimostrato in questi anni di essere un ottimo portiere, probabilmente per l'Inter sia effettivamente giunta l'ora di iniziare a voltare pagina.

COME BUFFON - Del resto in casa Juventus si è arrivati addirittura a dire addio alla bandiera Gigi Buffon (salvo poi riabbracciarlo, più maturo, nel ruolo di secondo portiere) pur di non ritrovarsi in una situazione non gestibile. Handanovic è ancora un top, ma l'Inter non può più permettersi di non avere un'alternativa all'altezza o meglio, un primo portiere più forte di lui. Juan Musso dell'Udinese e Alessio Cragno del Cagliari sono oggi i prescelti della dirigenza anche se è presto per parlare di preferenze. La certezza è che la rivoluzione in porta non può più aspettare. Con Handanovic a guidarla, un po' dal campo e un po' dalla panchina, come un buon capitano dovrebbe fare.