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Ruotavano gli uomini, cambiavano le pedine, c'era un piccolo turnover. Per tutti, tranne che per uno: Romelu Lukaku. Con Antonio Conte, Big Rom, attuale numero 9 del Chelsea, era al centro dell'attacco, il totem insostituibile intorno al quale costruire la squadra, costruire il gioco, costruire la manovra. Ora, all'Inter, non c'è né l'italiano e né il belga, ci sono Simone Inzaghi e c'è Lautaro Martinez, rimasto nonostante i tanti rumors di mercato. E il Toro è diventato il Lukaku di Inzaghi jr. 

I NUMERI - 3 gol nelle prime 3 di Serie A (la prima era squalificato), centralità nel progetto, un rinnovo alle porte e, se si considera l'ultima gara della passata stagione, è a quota 4 gol nelle ultime 4 di campionato, 4 reti consecutive, quindi, come mai successo finora. Il 10 argentino si è trasformato da spalla di Lukaku a protagonista assoluto: è Dzeko, ora, il suo compagno d'attacco, il Robin di Batman, la fionda in grado di lanciare il Toro, inamovibile per Inzaghi e per l'Argentina. 
L'INCORONAZIONE - E' lo stesso Simone Inzaghi a incoronare l'ex Racing Avellaneda: "​E’ un titolare inamovibile dell’Inter e dell’Argentina. Dopo averlo avuto solo come avversario, ora che lo alleno mi rendo pienamente conto del suo valore. Alla fine l'ho risparmiato per la Fiorentina". Se lo si toglie dal campo è solo per farlo riposare, a partita chiusa, in vista del turno successivo. Valorizzazione assoluta per Lautaro, alla quarta stagione in nerazzurro e con 52 gol alle spalle, pronto a diventare sempre più uomo simbolo del Biscione