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Due traverse, altre tre nitide palle-gol, una clamorosa sbagliata da Lautaro Martinez, un totale di 12 tiri a 4 per l’Inter, nessuna occasione per lo Shakhtar, ma a Kiev è finita 0-0 e la squadra di Conte resta dietro nel girone. Per la produzione offensiva, l’Inter avrebbe meritato la vittoria, ma dopo un primo tempo di buon livello, nel secondo ha perso ritmo e incisività. Non hanno convinto i cambi di Conte che ha tolto Lautaro Martinez per far entrare Perisic come seconda punta, mentre ha tenuto in campo fino all’85' Young, spento e pericoloso (per i suoi) nella ripresa.

MEGLIO L’INTER - Dieci minuti di Shakhtar, con un palleggio fatto bene, uno o due tocchi al massimo, 10 minuti col 65,5 per cento di possesso palla ma senza nemmeno un graffio, senza uno straccio di tiro. Quando l’Inter è salita sulla scena, la partita è cambiata subito passando dalla parte nerazzurra. La squadra di Conte ha interrotto il fraseggio degli ucraini con tre mosse. La prima: ha alzato il suo pressing diventando molto più aggressiva. La seconda: ha cercato di colpire lo Shakhtar alle spalle della sua linea difensiva con i lanci di Brozovic e Bastoni. La terza: ha trasformato il corridoio di destra, quello frequentato da Hakimi e D’Ambrosio, nella sua corsia preferenziale mettendo in difficoltà Solomon e Korniienko.

DUE TRAVERSE - Le due linee strette dello Shakhtar hanno barcollato di fronte all’urto nerazzurro e sono arrivate subito le occasioni per l’Inter. Quattro su tre portavano lo stesso nome, quello di Romelu Lukaku. Con la prima il belga ha abbattuto fisicamente Khocholava (eppure non è un fuscello) e sul tiro da due passi il giovanissimo Trubin (classe 2001) ha fatto la sua prima parata decisiva, la palla è schizzata subito dopo da Lukaku a Barella e da Barella sulla traversa. Nella seconda occasione sempre il gigante del Belgio ha messo fuori di niente un colpo di testa. Nella terza, su punizione, il micidiale sinistro del centravanti nerazzurro è stato deviato sulla traversa da Trubin. Al 45', due traverse per l’Inter, una nitida palla-gol e un totale di 8 conclusioni. Lo Shakhtar era arrivato appena a due, nessuna delle quali pericolose. A sua discolpa si può portare solo l’infortunio di Dentinho dopo un quarto d’ora: Taison, che ha preso il suo posto, era lontanissimo da una condizione accettabile. Rispetto a Madrid, era uno Shakhtar che non faceva per niente paura. Ma quella sera il Real non c’era, l’Inter sì, eccome, avrebbe meritato di chiudere il primo tempo in vantaggio. Aveva una sola difficoltà in quei primi 45': come a Marassi, contro il Genoa, è mancato il contributo di Lautaro Martinez.

4 ANNI E MEZZO DI DIFFERENZA - C’erano troppi assenti di qua e di là, cinque fra i nerazzurri, sei per lo Shakhtar, così che erano pochi i punti di contatto col 5-0 di due mesi fa in Europa League. Fra gli ucraini i reduci erano solo quattro, Dodò, Khocholava, Marcos Antonio e Marlos, mentre Conte di quella trionfale semifinale ne ha potuti confermare molti di più, nove in tutto: Handanovic, De Vrij, Bastoni, D’Ambrosio, Brozovic, Barella, Young e i due attaccanti che annientarono lo Shakhtar con una doppietta a testa, Martinez e Lukaku. Il Covid ha fatto danni notevoli nelle due squadre, ma la ricchezza dell’organico interista ha dato una mano a Conte che ha potuto schierare comunque una squadra esperta, con un’età media di 27,8 anni, esattamente 4 anni e mezzo in più del verdissimo Shakhtar. E la differenza si è vista in modo nitido. Lo Shakhtar soffriva l’Inter sul piano fisico e atletico.

LAUTARO, COSI’ NO - L’Inter ha iniziato la ripresa con la stessa aggressività del primo tempo e dopo 10' Lautaro Martinez ha sbagliato una palla-gol impossibile da sbagliare: sulla respinta di Trubin su tiro di Brozovic l’argentino è arrivato prima di tutti, con la porta spalancata, ma di destro ha spedito la palla lontana di 3 o 4 metri. Un errore pazzesco. Ora le occasioni non sfruttate erano davvero troppe. Lo Shakhtar ha continuato a difendersi nella sua metà campo, col 4-5-1, ma senza ripartire, senza mai fare paura alla difesa interista.

PERISIC SECONDA PUNTA - La manovra dell’Inter è diventata sempre più lenta, più scontata, più povera. La monotona ricerca di Lukaku non poteva bastare per sorprendere lo Shakhtar. Se in questa stagione fosse stato all’altezza del suo livello tecnico, avremmo scritto che nella ripresa di Kiev, con spazi tanto stretti, avrebbe fatto comodo Eriksen. Ma finora il danese si è visto pochissimo, così il primo cambio di Conte è stato...curioso: fuori Lautaro Martinez, dentro Perisic come seconda punta e il croato non ha quasi toccato palla. Certo, non aveva Sanchez in panchina, ma un attaccante c’era, il giovane Pinamonti, entrato solo a 5' dalla fine. Eriksen è stato il secondo cambio, a 10' dalla fine, al posto del disordinato Vidal, ed è entrato con la solita superficialità, senza una sola giocata. Conte ha lasciato in campo fino a 5' dalla fine Young che nella ripresa era scomparso fino a creare l’unica buona opportunità per lo Shakhtar con un brutto errore difensivo. L’ultimo quarto d’ora è stato simile al primo, con lo Shakhtar che ha tenuto palla, puntando al pareggio che l’avrebbe lasciato in testa al girone. Per l’Inter la Champions prosegue in salita. E ora l’aspetta il Real Madrid.



IL TABELLINO 

Shakhtar Donetsk-Inter 0-0


Inter: Handanovic; D’Ambrosio (dal 34’ s.t. Darmian), de Vrij, Bastoni; Hakimi, Brozovic, Vidal (dal 34’ s.t. Eriksen), Young (dal 40’ s.t. Pinamonti); Barella; Lukaku, Lautaro (dal 27’ s.t. Perisic).

Shakhtar Donetsk: Trubin; Dodō, Khocholava (dal 17’ s.t. Matvijenko), Bondar, Korniienko; Marlos (dal 43’ s.t. Patrick), Maycon; Tetē, Marcos Antonio, Solomon; Dentinho (dal 15’ Tyson).

Ammoniti: Bastoni (I), Vidal (I)

Arbitro: Georgi Kabakov (Bulgaria)