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La finale di Supercoppa Italiana tra Inter e Juventus è pronta a diventare un nuovo, caldo, argomento di dibattito negli uffici della Lega Serie A. Perché l'Arabia Saudita - sempre più attore protagonista nello scenario internazionale, come conferma anche la recente acquisizione del Newcastle attraverso il fondo Pif - vorrebbe che, in virtù del contratto sottoscritto nel 2017 per disputare 3 edizioni su 5 (fino al 2022) sul proprio territorio, dopo Gedda 2018 e Riyad 2019 l'attesissimo derby d'Italia si svolgesse in Medioriente. Questione di appeal della partita e della possibilità di attrarre maggiori sponsor ed investitori per un evento tanto importante, oltre ai 3,5 milioni di euro e alle spese interamente pagate ai due club in caso di via libera.

LO STALLO - Una prospettiva, in vista della data prevista del prossimo 22 dicembre, che al momento non sembra trovare grandi aperture da parte della Lega Serie A. Per questioni meramente organizzative e legate alle tempistiche e per intrecci di natura televisiva-politica che hanno raffreddato ultimamente i rapporti tra Italia e Arabia Saudita. Si fa riferimento al blocco della vendita dei diritti tv del nostro campionato in Nordafrica e nell'area mediorientale, dovuto all'abbandono dell'emittente qatariota BeInSports, da anni in contrasto coi vicini sauditi per ripetuti episodi di pirateria televisiva. Una situazione di stallo che sta facendo perdere parecchi milioni di euro alla Lega e dunque ai club di Serie A e che sta generando un clima di incertezza nei confronti della controparte saudita.
UNA NUOVA SUPERCOPPA - Dal canto loro, i rappresentanti del regno non solo non si arrendono e spingono per ospitare Inter-Juve, ma sono pronti a mettere sul piatto una nuova offerta da 200 milioni di euro per far disputare la Supercoppa ancora in Arabia Saudita e per i prossimi 6 anni. Con una novità decisamente importante, sull'onda di quanto in Spagna è già realtà da un paio di stagioni a questa parte: la possibile richiesta di modificare il format e di trasformare la competizione in una Final Four allargata quindi ad altre due squadre. Per avere davvero il meglio del calcio italiano spalmato su più giorni e con ancora maggiori prospettive di guadagno e di promozione del prodotto Serie A in Medioriente.