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Partiamo da un presupposto fondamentale: l’Inter ha bisogno di fare un sacrificio sul mercato per aggredire i suoi obiettivi. La coperta è corta, e questo discorso vale a maggior ragione per la difesa, reparto per il quale il nome in cima alla lista è quello di Gleison Bremer, proprio stasera premiato come miglior difensore della Serie A. Non stupisce l’interesse dei nerazzurri di Simone Inzaghi per un interprete strepitoso della difesa a tre, che sarebbe l’ideale per sostituire De Vrij, considerato cedibile in considerazione di età (30 anni), stipendio (7 milioni) e scadenza (2023). Il punto è che per vendere bisogna essere in due: chi vende e chi compra. E al prezzo fatto dall’Inter, che si aggira tra i 20 e i 25 milioni, non ci sono società interessate all’orizzonte.
 
CHE SUCCEDE? – L’idea di svendere un giocatore come De Vrij non sembra molto saggia, così come quella di perderlo a zero una volta arrivati al termine della stagione 2022-2023. Ma l’offerta che Raiola, mesi prima della sua morte, aveva promesso di portare, non è arrivata. Chiaramente, il decesso dell’agente ha rallentato ogni discorso e spostato il focus delle varie trattative verso la fine della stagione. E allora da alcune settimane sono partite le valutazioni in seno alla dirigenza nerazzurra: temporeggiare con il difensore olandese e fare più soldi con la cessione di uno degli altri due difensori titolari, certamente più appetibili e richiesti sul mercato? Pescare in altri reparti per tenere in salute i conti della società, che nel frattempo affronta le voci relative alle imposizioni del governo cinese? La partita è tutt’altro che conclusa, anche perché il difensore, una volta risolta la causa con i vecchi agenti che lo truffarono all’epoca del passaggio dalla Lazio all’Inter, ha alzato i giri del motore e soprattutto un altro trofeo, la Coppa Italia, dimostrandosi concentrato sul presente.