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Quell'inizio di giugno sembra lontano una vita. E invece è più vicino di quanto sembri; perché mentre Ivan Perisic mette l'autografo sul suo nuovo contratto con l'Inter, rimbombano nelle segrete stanze nerazzurre le parole di Luciano Spalletti alla sua prima riunione operativa con tutti i dirigenti dell'Inter. Era i primi di giugno, appunto; l'operazione Berardi con il Sassuolo era ben avviata (ma non chiusa) da settimane, sembrava invece scontato l'addio di un Perisic con la testa a Manchester, deconcentrato, quasi assente. Ma fu proprio Spalletti a cambiare tutto.
IL RETROSCENA - Due capitoli diversi per un finale unico. Perché Luciano mise un freno all'affare Berardi: ottimo talento, giocatore di qualità vera, classe '94... ma 40 milioni per lui sono troppi, meglio andare su profili diversi. In quei giorni c'era il sentore di investimenti importanti da parte di Suning, alla lunga sarà un'altra storia. Ma se Berardi oggi non è all'Inter c'è anche lo zampino di Spalletti, regista di una squadra che ha visto costruire anche in base alle sue linee guida. Una su tutte venne fuori in quella prima riunione top secret: Perisic deve restare all'Inter. Missione difficile per l'insistenza di Mourinho che voleva regalarselo unita alla volontà di Ivan di andare. Ausilio e Sabatini non hanno fatto sconti, linea dura e vincente. Perché Luciano nel frattempo ha convinto Perisic, ne ha fatto una questione di principio, un giocatore del genere non si può vendere. Perfetto per il suo calcio, ineguagliabile sul mercato. Se adesso sono le ore del rinnovo fino al 2022, c'è anche la regia e il merito di Spalletti. Con un Berardi in meno e un Perisic in più. Firmato, Luciano.