388
La fuga di Conte da San Siro senza proferire parola rappresenta un’imbarazzante dimostrazione di scarsa sportività. Così come l’aggressione verbale all’arbitro alla fine della partita, quasi fosse responsabile di chissà quale malefatta; in realtà l’episodio più discutibile di Inter-Cagliari è il gol dei nerazzurri (a nostro avviso è stato giusto convalidarlo, ma non ci saremmo scandalizzati se la decisione fosse stata opposta). Curiosa anche la giustificazione che Stellini, vice di Conte, ha dato sull’assenza del suo capo alla conferenza stampa: “Non aveva più energie”. Evidentemente le aveva sprecate tutte per assalire a parole l’arbitro, come dimostrano le immagini di fine partita. Sarebbe curioso comprendere il motivo della sua rabbia.

Se Conte avesse avesse avuto ancora energie, avrebbe parlato. Magari per dire che la sua squadra non ha alternative, che sta facendo un miracolo, che gli mancano giocatori, invocando rinforzi sul mercato anche se ne sono appena arrivati due e altrettanti giungeranno nei prossimi giorni. E chissà cosa avrebbe risposto se qualcuno gli avesse fatto notare che al Cagliari di calciatori ne mancavano sette o otto, compresi i due difensori centrali titolari, ma aveva comunque giocato una grande partita a San Siro contro l’Inter. Sarebbe stato anche interessante capire quale sarebbe stato il suo commento al fatto che il gol dell’1-1 lo ha segnato Nainggolan, fatto fuori dai nerazzurri, e agli ultimi risultati decisamente non da scudetto (due vittorie nelle ultime sette gare di campionato). Purtroppo Conte non aveva energie e non ha potuto rispondere.
Ha pensato Handanovic a salvare la faccia all’Inter, comportandosi da signore: ha parlato, non ha cercato scuse per il pareggio, ha fatto autocritica. Da vero capitano. Non da capitano buono per le vittorie e in fuga dalle sconfitte.

@steagresti