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Fiorentina-Inter 1-3
 
FIORENTINA
 
Dragowski 6: Puntuale e preciso nel disinnescare la punizione di Calhanoglu, il primo pericolo per la sua porta giunto addirittura alla mezz’ora. Ordinaria amministrazione con qualche uscita bassa, bene nella gestione del pallone con i piedi. Poco da fare sulla conclusione ravvicinata di Darmian e sulla capocciata ancor più a centimetro zero di Dzeko. Poi rischia di regalare a Sanchez la palla del K.O., il cileno lo grazia sparando alto. Reattivo poi su Brozovic in diagonale prima di capitolare sul tocco a porta vuota di Perisic.
 
Benassi 5,5: Confermato nell’insolito ruolo di terzino destro da Italiano, comincia bene su Perisic ma poi rischia di combinare una frittata regalando palla allo stesso croato. Per sua fortuna, la conclusione di Barella è deviata in angolo. Ha qualche difficoltà nell’arginare il diretto avversario, ma non si fa schiacciare in difesa e lo attacca con coraggio. Perde il duello aereo che dà il via all’azione del pareggio. Rimandato, ha l’attenuante di aver giocato fuori ruolo.
 
(dal 20’ s.t. Odriozola 5: Ingresso non facile, considerando che non è al meglio e che l’Inter si chiude. Prova a spingere come sa, ma l’Inter inserisce anche Dimarco per coprirsi sulla sua fascia e Gagliardini lo sorprende bucando lo spazio alla sua destra per servire Perisic)
 
Milenkovic 6: Non dà respiro agli attaccanti dell’Inter e fa da contraerea quando i nerazzurri cercano i centimetri di Dzeko. Letteralmente insuperabile nel primo tempo, fa sembrare Dzeko e Lautaro due attaccanti qualsiasi che vanno in difficoltà contro il difensore di una categoria superiore. Nella ripresa naufraga un po’ con tutta la squadra nell’arco di pochi minuti, ma resti nella sua memoria la prova magistrale sua e del suo reparto nei primi 45 minuti.
 
Nastasic 6: L’impatto con la Serie A dopo quasi dieci anni non è dei più morbidi, ma la serata sembra favorevole alla Fiorentina, che ormai ci ha abituati a tenere in mano le redini del gioco. Controlla senza problemi la sua zona e appare sicurissimo sulle palle alte, almeno fino al gol di Darmian. Nel tentativo di intercettare un cross basso di Perisic trafigge Dragowski, ma la posizione di offside del croato vanifica tutto. Soffre nel finale a causa degli equilibri sballati e dell’inferiorità numerica.
 
Biraghi 6: Per poco non fa venire giù la porta in avvio con un tiro che sibila alla destra di Handanovic, poi al 13’ costringe il portierone nerazzurro ad allungarsi per respingere una conclusione più precisa. Rischia qualcosa con un braccio largo poco dopo la mezz’ora, ma in ogni caso il fallo sarebbe stato commesso fuori area. Si fa sovrastare da Dzeko in occasione del gol del vantaggio, ma perché era lui sul bosniaco? Da un suo cross nasce una situazione molto pericolosa per i nerazzurri, l’ultima occasione per i viola.
 
Bonaventura 6,5: La sua prestazione non salta particolarmente all’occhio, ma c’è una mossa di Inzaghi che fa capire quanto il numero 5 sia tatticamente sagace anche quando non ha spazio per far risaltare la propria tecnica. Calhanoglu deve scambiarsi di posizione con Barella per riuscire a giocare qualche pallone nel primo tempo. Ottimi i tempi dell’assist che Sottil non sfrutta al 42’. E che bravo anche in fase di non possesso, sempre al posto giusto per chiudere gli spazi e proteggere la sua difesa. Regala qualche dribbling di estrema qualità prima di lasciare il campo, sostituito.
 
(dal 38’ s.t. Kokorin sv)
 
Torreira 6: Intelligente e prezioso nel servire Vlahovic di testa dopo pochi secondi, poi è ottimo nell’intercettare alcune linee di passaggio che l’Inter stava disegnando con fatica. Avvia un contropiede molto pericoloso all’inizio del secondo tempo, ma la libertà di Barella sulla trequarti sul primo gol getta qualche ombra sulla sua prova difensiva, a livello soprattutto di posizionamento. Non ha ancora una partita intera nelle gambe, il suo fosforo avrebbe fatto comodo nel finale.
 
(dal 20’ s.t. Amrabat 6: Entra per far rifiatare Torreira, non è l’ideale perché ha meno geometrie e più muscoli, e stavolta la Fiorentina non deve proteggersi. Ma non demerita nel complesso)
 
Duncan 6,5: Tanto dinamismo per contrastare Barella e un missile al 21’ del primo tempo che sorvola di poco la traversa nerazzurra. E’ in forma e si vede quando si catapulta in avanti col pallone, costringendo Darmian al fallo per contenerlo. La qualità non gli è aliena, ma è perfetto per bilanciare con i suoi muscoli una mediana ben assortita. La rimonta dell’Inter gli annebbia un po’ le idee.
 
(dal 38’ s.t. Callejon sv)
 
Sottil 6,5: Qualche bel movimento e finte di corpo utili a ritagliarsi spazio, ma continua a incidere poco finché non ha l’intuizione giusta sull’ennesima percussione di Gonzalez: perfetto l’attacco del secondo palo, fin troppo facile depositare in rete. Avrebbe anche una buona occasione per raddoppiare, ma il suo cross per Vlahovic è di facile lettura per Handanovic. Sbaglia anche un secondo traversone basso poco dopo, comunque il bilancio del suo primo tempo è ampiamente positivo. E’ lui il primo a reagire all’uno-due dell’Inter con un tiro alto dalla destra e con un pallone pericoloso su cross di Biraghi allontanato dalla difesa al 18’ del secondo tempo.
 
(dal 29’ s.t. Saponara sv)
 
Vlahovic 6: Forse fin troppo altruista sulla prima occasione per la Fiorentina, quando nonostante la palla sia sul suo sinistro cerca di servire Gonzalez. Solo sfortunato, invece, quando dopo 10 minuti Handanovic gli nega la gioia del gol con un prodigio. Ha il merito di attirare su di sé l’attenzione di Bastoni oltre che di De Vrij, smarcando Sottil e Bonaventura tra le linee. Prova a mettersi in proprio nella ripresa, ma alza troppo la mira al 3’ della ripresa. Frustrato dalla marcatura di De Vrij, che si fa sempre più soffocante col passare dei minuti.
 
Gonzalez 5: Recupera dal problema all’adduttore sofferto a Genova; Italiano lo rischia e lui risponde subito con un’occasione sventata da Handanovic e una sensazione di pericolosità costante. Un mostro sacro come Skriniar deve ricorrere al fallo per fermarlo appena prima dell’ingresso in area al 18’. Addirittura si libera dello slovacco con un contrasto aereo prima di servire a Sottil il pallone del vantaggio. Tutto il Franchi trattiene il fiato quando si accascia nuovamente dopo un contrasto, ma prosegue. Cala vistosamente nella ripresa, non è al 100%, e la poca lucidità lo porta a rovinare la sua partita applaudendo in faccia all’arbitro dopo un’ammonizione, cosa che gli costa il rosso e la squalifica. Brutta perdita per la Fiorentina.
 
All. Italiano 6: Sorprende ancora una volta lanciando per la prima volta Nastasic in una partita che lui stesso aveva definito la più difficile, e per di più insiste su Benassi adattato da terzino contro nientemeno che Perisic: il primo tempo della sua Fiorentina è uno spettacolo di armonia e spigliatezza. E il bello è che si notano chiari margini di miglioramento. I viola giocano sulle ali dell’entusiasmo e rimediano alle piccole imperfezioni che ancora naturalmente commettono. Poi, ecco un errore punito da Darmian, e il castello di certezze gigliate crolla in pochi minuti. Il voto è la media fra il 7 del primo tempo e il 5 del secondo. Forse poteva togliere un Gonzalez in calo fisico e nervoso, per evitare il rosso?

INTER
Handanovic 7,5:
Tiene in piedi l’Inter con due interventi decisivi, uno in uscita kamikaze su Nico Gonzalez, l’altra con la mano di richiamo su Vlahovic. Serata di rivincita.

Skriniar 6,5: L’arbitro mette a dura prova i suoi nervi, prima con un giallo inesistente e poi non fischiando un netto fallo di Nico Gonzalez, che prima di andare a fare l’assist dell’1-0 sbilancia lo slovacco, in sospensione, con una spinta irregolare. Non crolla, reagisce e sale in cattedra, come sempre.

De Vrij 5: Il peggiore della retroguardia, l’inizio è veramente tremendo, con due palle gol offerte alla Fiorentina. Cresce nel secondo tempo, ma sbanda nei primi 45’.

Bastoni 7: Respinge una serie infinita di palloni dalla propria area di rigore e gioca ormai con la tranquillità del veterano.

Darmian 7: Lo chiamano riserva e invece è una risorsa. E che risorsa… Suo il gol del pareggio che dà un nuovo slancio alla squadra.

(Dal 21’ s.t. Dumfries 6: Mezzi fisici impressionanti e facilità di corsa. Salta l’uomo quando vuole e si vede che inizia a prendere confidenza).

Barella 6,5: Parte abbastanza male, poi lentamente guadagna campo. E per non perdere l’abitudine, offre a Darmian il quarto assist in quattro partite. Altro che Calhanoglu, ad oggi è lui il Luis Alberto di Inzaghi.

(Dal 25’ s.t. Vecino 6: Pragmatico, pulito. Tocca con intelligenza tutti i palloni che gli capitano nei 20’ finali e dà equilibrio ai reparti).

Brozovic 6,5: Anche lui ci mette un po’ di tempo prima di prendere per mano la squadra. Soffre un po’ il pressing e l’intelligenza di Torreira, ma alla lunga prende coraggio. Suo il filtrante per Gagliardini che porta al 3-1 di Perisic.

Calhanoglu 6: Perde qualche pallone di troppo, anche se la corsa e il sacrificio non mancano. Ma al turco si chiede anche e soprattutto di essere lucido negli ultimi 25 metri. Calcia l’angolo per la testata di Dzeko che vale il momentaneo 2-1.

(Dal 39’ s.t. Gagliardini 6,5: Pochi minuti a disposizione ma riesce ad essere decisivo con l’assist per Perisic)

Perisic 6,5: Non riesce a puntare l’uomo con continuità, ma con intelligenza riesce a capire che la partita richiede anche altro. Si abbassa, aiuta la difesa e poi trova il gol che chiude definitivamente il match.

Dzeko 7: Gioca più avanti di Lautaro e all’inizio soffre molto perché la squadra non riesce a servirlo. Non si scoraggia e sull’angolo di Calhanoglu trova l’incornata che capovolge il risultato. Gol pesantissimo, che allontana l'ombra di Lukaku.

(Dal 25’ s.t. Sanchez 5,5: Inzaghi lo catechizza e lui entra con grande voglia. Mette la sua qualità al servizio della squadra, ma su regalo di Dragowski sbaglia un gol che uno come lui non può fallire).

Lautaro 5,5: Partita complicata, non riesce ad esprimere le sue qualità e su assist di Barella liscia il pallone davanti alla porta, mancando clamorosamente l’appuntamento con il gol.

(Dal 39’ s.t. Dimarco: s.v.)

Inzaghi 6,5: La squadra scende in campo con arroganza e i primi 3o’ di gioco sono pessimi, poi riprende in mano le redini e sistema le cose. Giusti anche i cambi.